
Nome?
Leslie Howard, nato il 3 aprile 1893 e deceduto il 1° giugno 1943
Siamo seri!
Leslie Howard Steiner, figlio di Ferdinand Steiner e di Lilian Blumberg
Nel Festival del Cinema di Venezia del 1938 lei vinse la Coppa Volpi come miglior attore per il film Pygmalion, il quale film fu nominato per la Coppa Mussolini. Ricordo bene?
Certamente; mi fece un grande piacere, è tra i miei migliori ricordi
Le ricordo che la 6ª edizione della Mostra internazionale d’arte cinematografica di Venezia (denominata 6ª Esposizione Internazionale d’Arte Cinematografica) si svolse dall’8 al 31 agosto del 1938.
E con ciò?
Un mese prima era stato pubblicato il Manifesto degli scienziati razzisti; per la precisione, era pubblicato, con il titolo Il fascismo e i problemi della razza, il 14 luglio 1938 su Il Giornale d’Italia e fu ripreso sul primo numero della rivista La difesa della razza, diretta da Telesio Interlandi e voluta da Mussolini in persona. Non le sembra strano che attribuissero un premio del genere a un attore che secondo i canoni dell’epoca era da considerare ebreo?
Per niente: non esistendo Internet, risalire al mio ebraismo non era facile.
Assurdo!
Soltanto per lei è assurdo: le spiegazioni semplici non piacciono a nessuno.
In Via col Vento, Vivien Leigh preferiva lei o Clark Gable?
Preferiva le somme previste nel contratto; lei confonde realtà e finzione. Piuttosto, Vivien sosteneva che Via col vento sarebbe stato un fiasco; eppure si aggiudicò 13 nomination all’Oscar e ne vinse 8. Piuttosto, se intervista me, non parli d’altri. Potrebbe ricordare che sono un uomo di cultura che scriveva per il New Yorker e per Vanity Fair.
Però non dice che scriveva anche per il New York Times.
Lo so, ma mi dicono che non è più quello di una volta.
Sappiamo che lei è stato molto attivo nel suo impegno anti nazista
Anche i nazisti sono stati molto attivi. Mentre giravo il mondo e, in questo caso, la Spagna e il Portogallo, per perorare la causa anti nazista, il 1° giugno 1943 il mio aereo fu abbattuto dai caccia tedeschi. Nella scheda della BOAC (British Overseas Airways Corporation) del volo Lisbona – Londra, ci sono i dettagli, compreso il nome di un altro viaggiatore, che risultava nella scheda come W.J. Israel. Si trattava di Wilfrid Barthold Israel, della Jewish Refugee Mission.
Perché fu abbattuto?
Oh, per favore, le teorie sono talmente tante che mi trovo ad avere il mal di testa anche da morto. C’è perfino chi sostiene che i tedeschi credessero che nell’aereo ci fosse Winston Churchill. Sta di fatto che i piloti comunicarono con Inghilterra dicendo di essersi accorti di essere seguiti da otto caccia tedeschi. Trenta minuti dopo comunicarono: “ci stanno attaccando”: era la fine.
Sua figlia (Leslie Ruth Howard, A quite remarkable father, Harcourt, Brace& Company, N.Y., 1959, p.293) scriveva che “è stata una sfortuna per mio padre il fatto di volare lo stesso giorno in cui si sapeva che Churchill era di ritorno da Algeri. Penso che sia questa la ragione della sua morte”. Se c’era anche una minima possibilità che Churchill viaggiasse su quell’aereo, i tedeschi non potevano farsela sfuggire. Quindi, non esageri, sua stessa figlia ci credeva.
Mio figlio non era d’accordo, tant’è che scrive che i tedeschi non potevano pensare che Churchill viaggiasse su un aereo commerciale e senza scorta (Ronald Howard, In search of my father, St. Martin’s Press, New York, 1981, p. 235). Lo stesso Churchill dichiarò che quella teoria (della sua eventuale e presunta presenza sull’aereo abbattuto) era assurda.
Lei conosce a memoria tutta la bibliografia!
Sa, quando si ha tanto tempo a disposizione…
Di lei si è detto: sacrificò la sua vita come ebreo bersagliato dai nazisti, lavorando tanto per rafforzare il morale del suo Paese, da ultimo, diede la sua vita per la patria, non deve essere mai dimenticato.
Le solite esagerazioni..
Emanuele Calò © diritti riservati