Scrive Gian Antonio Stella che anni or sono Franco Grillini – giustamente – rivendicò in una sede del PCI di Bologna il diritto all’identità sessuale. Ormai è una conquista irreversibile. Mi colpisce, perché è uscito da poco l’ennesimo volume che fustiga il particolarismo ebraico ed elogia l’universalismo. Che gli ebrei siano gente ‘chiusa’ non lo dicono soltanto gli intolleranti, ma è una tesi che annida in sedi insospettabili. Alessandra Tarquini scrisse: “non riconoscere il diritto di una minoranza e il senso di una differenza, non accettare la specificità di chi ci parla non è necessario né obbligatorio. È solo molto violento”.
Dispiace dover scomodare Sartre solo perché lo si ignora con grande disinvoltura, troppa:«L’authenticité juive consiste à se choisir comme juif, c’est-à-dire à réaliser sa condition juive. Le Juif authentique abandonne le mythe de l’homme universel: il se connaît et se veut dans l’histoire comme créature historique et damnée ; il a cessé de se fuir et d’avoir honte des siens;[…]il sait qu’il est à part, intouchable, honni, proscrit et c’est comme tel qu’il se revendique». Eppure, si discute e si condanna tuttora sia la specificità ebraica sia la specificità della Shoah. Per fortuna, la gente non legge.
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