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UNA SEMPLICE SUPPOSIZIONE  (DI HAARETZ)

Anna Momigliano (Haaretz, feb. 23, 2023) scrive “Why this rising Italian politician is downplaying her Jewish Roots” e si domanda come mai, mentre negli USA  due legislatori conservatori vengono accusati di inventarsi degli avi ebrei, una politica liberal italiana (Elly Schlein), avesse scelto, secondo il personalissimo avviso di Haaretz, di “downplay” (minimizzare) i suoi il più possibile. Non so se sia così, ma intanto, distinguiamo: se la candidatura fosse implicitamente etnica, cosa che agli interessati costa sempre ammettere (et pour cause) la questione non si pone. Tutt’altra storia si pone, invece, quando il soggetto non considera indispensabile chiarire la sua fede ebraica, perché sa di essere in uno Stato democratico. Sennonché, la questione diventerebbe inquietante se quel presupposto – l’eguaglianza – si rivelasse inesistente. Pochi giorni addietro, prima dell’elezione che l’ha consacrata Segretaria del Partito Democratico, la Schlein ha ricevuto un attacco antisemita, e si è disquisito di nasi. Certo, il mondo è mutato; nella Francia occupata dai nazisti, consigliavano alle figlie bambine di Irène Némirovsky che fuggivano dai loro carnefici: “cachez votre nez”. Che ne dite?

Nel 2010, Sergio Romano sul Corriere della Sera scriveva: “gli ebrei sono presenti nelle Università, nel giornalismo, nel mondo della cultura, della finanza e delle libere professioni, ma assai meno presenti nelle grandi cariche direttive al vertice dello Stato. Posso fare qualche supposizione e immaginare che ciò sia dovuto al declino delle speranze riposte dalla comunità ebraica italiana nella nostra grande avventura nazionale. Ma si tratta per l’appunto di una semplice supposizione, difficilmente verificabile”. Qui, però, l’ipotesi sarebbe inversa: non sarebbero gli ebrei a non voler fare i Presidenti del Consiglio (è, notoriamente, il mio caso) bensì sarebbe la società a non volerli. Inoltre: se fossero anche pro israeliani, muterebbe qualcosa? Ancora: questo caso potrebbe dimostrare che possa esservi la seguente percezione: un coming out non intralcia la popolarità, mentre sull’ebraismo aleggerebbe un bel punto interrogativo. Non so se anche questa sia una supposizione, so però che non è semplice.

Emanuele Calò © riproduzione riservata