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Diana Wichtel, Viaggio a Treblinka. Trad. Ilaria Mazzaferro, Battaglia Editore, 2021

Pensando ai fatti tragici dei giorni scorsi, ma anche alla recente commemorazione del Giorno della Memoria, la nostra recensione volge a un toccante saggio autobiografico intitolato “Viaggio a Treblinka” della scrittrice canadese Diana Wichtel.

Il libro, che ha ricevuto lusinghieri consensi in Nuova Zelanda (paese di  pubblicazione del libro e residenza dell’autrice) ha visto nel 2021 le stampe in lingua italiana grazie al lavoro meticoloso e sensibile della traduttrice Ilaria Mazzaferro. La vicenda descrive un’ esperienza comune ai figli di sopravvissuti alla Shoah i quali hanno trovato nei propri genitori non sempre i determinati testimoni del Dramma ma, spesso, gli avviliti superstiti di una brutalità, da cui sovente non sono riusciti a liberarsi.

La vicenda narra un percorso compiuto dall’autrice nella ricostruzione di una sofferenza da cui suo padre, ebreo polacco, non è riuscito mai a liberarsi, impossibilitato cioè a guarire da una piaga interiore  che lo conduce prima all’ospedale psichiatrico e poi alla fine prematura.

Mossa allora dalla necessità di capire le ragioni dello sconvolgimento esistenziale  del genitore; ma con il desiderio, anche, di lenire le personali sofferenze generate dal “male psichiatrico” che ha determinato la prematura disgregazione della propria famiglia;  l’autrice ripercorre con grande emozione la cronaca delle vicende paterne, comprendendo al termine della ricostruzione lucida di adulta, la ragione tragica dei suoi silenzi. In questo modo ella ritroverà sia aspetti ignorati di biografia familiare che il legame interrotto con la propria radice ebraica. Una cultura originaria che suo padre inconsciamente taceva per annichilire la propria sofferenza interiore.

Sin dalle prime pagine si coglie come un percorso del genere non potesse non evocare un profondo dolore, che ella credeva invece inattivo. Con la comprensione dei fatti le sofferenze paterne diventano inevitabilmente le sue e soltanto al termine di questo cammino i fatti tragici, cristallizzati terapeuticamente nel libro, sono disinnescati dalla loro devastante grevità.

Una lettura caldamente suggerita questa, che riesce a trasmettere la portata di una tragedia che non si estingue, come tal volta si è portati a credere, nei fatti storici, che permane, invece, nelle vite reali di chi ne è discendente. Viaggio a Treblinka,  Diana Wichtel, trad. Ilaria Mazzaferro, Battaglia Edizioni, 2021.

 

Gennaro A.Avano

saggista antropologo