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Diritto e politica

Diritto e politica.

Una delle innovazioni più problematiche nell’ambito della riforma in campo giuridico che il nuovo governo israeliano vuole proporre, riguarda la composizione della Corte Suprema, nella scelta dei cui membri il Parlamento, cioè i partiti di maggioranza, contrariamente alla situazione attuale, avrebbe un peso enorme.

Non si tratta solo di una questione di principio che colpisce la divisione fra i tre poteri, ma, nel caso specifico, si tratta anche di una questione personale.

Se Netanyahu dovesse essere condannato nei processi, o in un processo, a suo carico attualmente nel tribunale regionale di Gerusalemme, avrebbe il diritto di fare appello contro tale sentenza alla Corte Suprema, che sarebbe oramai composta in maggioranza da membri scelti dal suo partito e dai partiti della sua coalizione.

A mio avviso, il corpo ideale incaricato della scelta dei giudici della Corte Suprema dovrebbe essere composto da rappresentanti dell’attuale Corte Suprema, come oggi, da rappresentanti della Corte in pensione, da professori di diritto, e dal Presidente del corpo degli avvocati, come oggi, ma che il governo pensa di eliminare.  Soprattutto si dovrebbe evitare di avere uomini politici, sia del governo che dell’opposizione, fra gli incaricati della scelta dei giudici della Corte suprema : divisione fra i poteri.

Jacob Stern, giurista

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