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ANTIGIUDAISMO E ISLAMOFOBIA

ANTIGIUDAISMO E ISLAMOFOBIA

In Italia è in discussione un disegno di legge contro “l’antisemitismo”; a rigor di logica c’è da chiedersi perché ci sia bisogno di una legge apposita e la risposta viene spontanea pensando che è stata approvata di recente una legge contro il “femminicidio”.

Il “femminicidio” è un omicidio a tutti gli effetti, oggetto di una legge e con sanzioni previste nel codice penale e nel codice di procedura penale e, quindi, non ci sarebbe stata necessità di una legge apposita.

Per capire il perché si è giunti alla emanazione di una legge speciale occorre esaminare il reato e cosa effettivamente contempli.

Un omicidio viene commesso a seguito di una rapina a mano armata, per vendetta, per rancore, per motivi vari, mentre chi uccide una donna lo fa per motivi di natura psicologica (principalmente), quale in genere è il senso di possesso che nella stragrande maggioranza dei casi va ricercata in un istinto animalesco.

Un leone che riesce ad allontanare il maschio dominante da una “struttura poliginica” sostituendolo, per prima cosa uccide i cuccioli, perché l’istinto gli suggerisce che i cuccioli debbano essere i “suoi” cuccioli.

Quindi l’uccisione di una donna, molto spesso premeditata, è motivata da sospetti, da dubbi, da pensieri contorti che riportano alla convinzione che la donna (la “femmina”) costituisca una proprietà.

L’antigiudaismo (chiamato antisemitismo) è anch’esso una patologia, una patologia sociale, perché configura l’ebreo come avulso dalla società umana, uno straniero dovunque si trovi.

Nei Paesi come l’Italia, dove c’è una religione di Stato (qualcosa che assomiglia ad una compagnia di bandiera), il fenomeno diventa una psicosi di massa, giustificata da due millenni contrassegnati dall’accusa di deicidio, che giustifica tutto.

Tutto questo nel corso dei secoli in Italia ha contribuito a questa aberrazione, dall’arte sacra, ai sermoni da chiesa e dal 1200 in poi dalla produzione di innumerevoli “atti” papali.

Un humus fecondo che ha nutrito una mala pianta difficile da estirpare e che è stata nutrita pure dalla religione islamica che fa dell’odio antiebraico addirittura un “cardine della fede”.

Le teorie di Marx e quelle dell’estrema destra hanno portato altro concime alla mala pianta che oggi sfociano in manifestazioni di rigetto con aggressioni fisiche e un permanente oltraggio ai simboli ebraici.

L’Islam, in particolare, sta percorrendo tutte le strade per poter adempiere un “precetto religioso” e a questo l’occidente, ormai in avanzato stato di sottomissione, non crede, anzi permette, tanto che non vieta (anche con la forza se necessario) che, in un giorno di lutto per gli ebrei, i propal  organizzino cortei che “festeggiano il massacro”.

Si spiega così la necessità di disporre di uno strumento legislativo apposito, per lo stesso motivo per cui è stata promulgata una legge ad hoc per il “femminicidio”, trattandosi per i due casi di combattere vere e proprie patologie.

I musulmani, presenti ormai in gran numero e che hanno già ottenuto la rimozione del crocifisso in molti luoghi pubblici, segnatamente, le scuole, la soppressione dei canti di Natale, l’esclusione del maiale nei pasti delle mense (scolastiche o altro), denunciano che sono vittime di islamofobia, perché viene loro richiesta adeguata documentazione per la costruzione di nuove moschee o di non organizzare o partecipare a manifestazioni, che le autorità di Pubblica Sicurezza vietano.

Senza che il governo faccia nulla per impedirlo molti sindaci (compreso quello della Capitale) hanno esposto la bandiera palestinese sugli edifici comunali.

Al Comune di Milano, ormai all’avanguardia per episodi di antisemitismo e accondiscendenza all’islam, si sta consumando un’altra follia che imporrebbe ai candidati alle prossime elezioni di sottoscrivere una dichiarazione che li impegni a sostituire al gemellaggio con Tel Aviv quello con città palestinesi: bel modo di cercare il dialogo e la pace.

Abbiamo parlato prima di sentimento di possesso che regola i rapporti uomo-donna che possono condurre al femminicidio.

Tra questi c’è il desiderio che la donna-preda non venga vista da nessuno: l’Islam ha tutto: patriarcato, obbligo del burqa o derivati, soggezione della donna a controlli.

Consideriamo che molte di queste “necessità religiose” sono state già soddisfatte, ma l’appetito vien mangiando: ora vogliono una legge che contrasti l’islamofobia: “superior stabat lupus, inferior agnus”….

Marco Del Monte, Ingegnere