UN PAESE DI VOYEURS….
Un paese di voyeurs….ma anche di soloni e di depositari della “Verità”, come dimostra la miriade di talkshow televisivi, dove ognuno dice la sua.
Ogni rete televisiva ha almeno due o tre “trasmissioni del genere” su ogni rete, cui a volte si aggiungono singoli conduttori che con fare colloquiale intervistano qualcuno.
Nel 2022, quando iniziò la guerra in Ucraina questo genere di spettacoli si moltiplicò esponenzialmente fino ad arrivare all’attualità, dove si percepisce il parossismo dell’ostensione “religiosa dei bimbi di Gaza”; questo avviene mentre i terroristi di Hamas e l’Iran mostrano con orgoglio l’addestramento militare di minorenni ben indottrinati.
Per un lungo periodo abbiamo visto tutti i fari puntati sull’incendio di Crans Montana, dove nel rogo del locale “Constellations” di proprietà dei coniugi Moretti, originari della Corsica, morirono 41 ragazzi, con oltre cento feriti.
I due proprietari hanno evitato il carcere grazie al pagamento di una cospicua cauzione pagata da un “benefattore”, di cui non si sa quasi nulla.
Nell’apprendere questa particolarità mi è tornato alla mente che al ginnasio scrissi la recensione di un libro di Prosper Mériméè, intitolato “Colomba”, che narrava delle rivalità fortissime tra le famiglie dell’isola e i sentimenti di vendetta che li animavano.
Il romanzo evidenzia, però, che fuori dell’isola ogni controversia viene accantonata, anzi si trasforma in aperta solidarietà e questo induce a pensare che “il benefattore” avesse contatti molto stretti con i due.
Ma se si compara la realtà della Corsica a quella di Gaza viene fuori un interessante parallelo.
Come già abbiamo avuto modo di vedere, storici come Erodoto (che ne parla nelle sue “storie”, chiamandola “Cadyis”), Arriano (nella sua “Anabasi di Alessandro”, che descrive l’assedio che questo pone a Gaza nel 332 a.C.), Diodoro Siculo (nella sua “biblioteca storica”), Quinto Curzio Rufo (nelle “Storie di Alessandro”), Plutarco (nella “Vita di Alessandro”), Strabone (nella “Geografia”) e infine Giuseppe Flavio (nelle “Antichità Giudaiche”), hanno lasciato ampia documentazione su Gaza.
Tutti concordano sul fatto che questa (che chiamano) città era una regione a sé stante, gelosa delle sue tradizioni e poco incline a relazionarsi con le popolazioni circostanti, come se fosse una vera e propria isola (in terraferma).
Entità territoriali di questo tipo ingenerano quasi spontaneamente la formazione di veri e propri clan che si combattono per il dominio del territorio, mentre, essendo “impermeabili” alle influenze esterne, si coalizzano in particolari momenti, generando il fenomeno delle mafie locali.
Nulla è emerso sul fatto che i gestori del “Constellations” siano parte di un giro di questo tipo, ma il legame con chi ha pagato loro il conto sottolinea soltanto lo spirito evocato da Mérimée.
Per Gaza il discorso è diverso, perché questa solidarietà tra individui isolati, invece, si traduce proprio nella presenza di “famiglie” che usano metodi mafiosi, sia nei confronti degli “esterni” sia verso la popolazione civile.
Queste “famiglie” al servizio di Hamas hanno sequestrato migliaia di tonnellate di aiuti sanitari ed alimentari, il che ha consentito di avviare la campagna, tuttora in essere per santificare “i bambini di Gaza” e mostrificare Israele e il suo esercito.
In occidente ormai tale versione è vetrificata, nel senso che non si può scalfire, anche perché, come dicevamo all’inizio, il popolo dei voyeurs l’ha assimilata e si nutre di questo che viene propinato instancabilmente, addirittura in modo compulsivo. C’è soltanto da augurarsi che la legge fisica per cui quanto più un corpo è indurito, tanto più è fragile, perciò dovrebbe intervenire un colpo secco o una caduta per far si che queste notizie false vadano presto in frantumi.
Non c’è niente di più falso del termine “genocidio” applicato a Gaza, che ha riempito le menti-guardone ben istruite e meglio foraggiate.
Tutti soffiano su questo fuoco che sta producendo guasti incalcolabili con la complicità dell’ONU e dei suoi organismi corrotti: l’Italia fa sponda e non si pone problemi e men che mai l’opposizione che si nutre di queste aberrazioni.