Giorni addietro (prima dello sbarco di Ceuta) un lettore scrive ad un quotidiano settentrionale facendo notare che le difficoltà incontrate dal governo spagnolo di Pedro Sànchez erano da addebitare a Israele.
Abbiamo letto, e trascriviamo, questo brano: “L’Antisemitism Research Center (ARC) del CAM ha monitorato 173 post ad alto impatto pubblicati da 119 account di influencer nei tre giorni successivi all’ingresso di oltre 50.000 migranti dal Marocco nell’enclave spagnola di Ceuta, avvenuto il 30 luglio. Complessivamente, i post hanno generato 57,5 milioni di visualizzazioni, 1,9 milioni di “mi piace” e 368.400 condivisioni, raggiungendo un pubblico stimato di 103,1 milioni di persone.
La chiave di lettura dominante su X non riguardava la legge spagnola, la politica marocchina o le questioni europee legate all’immigrazione. Si trattava piuttosto di narrazioni cospirazioniste e antisemite che dipingevano lo Stato di Israele e il popolo ebraico come gli artefici di un presunto complotto per destabilizzare l’Europa.
“Un’emergenza umanitaria ai confini dell’Europa si è trasformata in una campagna antisemita globale in meno di 72 ore, e X non ha fatto nulla per arginarla”, ha dichiarato Sacha Roytman, CEO del CAM. “Non è una storia che riguarda solo pochi individui malintenzionati. È la storia di una piattaforma il cui funzionamento premia la spiegazione più rapida e incendiaria disponibile; e su X, tale spiegazione è sempre più spesso quella di un complotto ebraico”.
C’è un giornalista che su FB spiega come gli USA siano controllati da Israele ed, essendo, pigro, non sa che in Mein Kampf un simpatico austriaco l’aveva già detto.
Ora, in qualche cosa questa gente ha ragione, e ne va dato atto. Sempre su FB una signora in vena di facezie spiega che l’ondata di calore che subiamo va ricondotta al Mossad. Come negarlo?