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GIORNO DELLA MEMORIA 6 GLI ALTRI FASCISMI

GIORNO DELLA MEMORIA 6 GLI ALTRI FASCISMI

(da HaKol 13/1/26)

Abbiamo detto, nelle scorse puntate della nostra riflessione sulla perdurante utilità della celebrazione del Giorno della Memoria, che, accanto alle indubbie ragioni a favore delle manifestazioni indette per tale ricorrenza, sussistono anche degli argomenti di segno contrario, che ho sintetizzato nel numero di sei:

  1. Ritualizzazione della Memoria;
  2. Elezione dell’ebreo a “vittima per antonomasia”;
  3. Concezione della Shoah come “eccezione” nella storia e ignoranza dell’antisemitismo;
  4. Collegamento esclusivo e assorbente tra antisemitismo e nazifascismo;
  5. Sollecitazione di nuovo antisemitismo;
  6. Profanazione e insulto della memoria.

Avendo trattato dei primi tre, passo quindi al quarto, che mi sembra, anch’esso di grande importanza.

Nel rivocare le infamie perpetrate dal nazifascismo, il Giorno della Memoria ha opportunamente veicolato un giusto sentimento di condanna e abiura nei confronti dell’infernale regime hitleriano e di quello, tragicomico, del servo italiano di Hitler.

Ciò è senz’altro stato un fatto molto positivo, di cui va preso atto. Gli italiani, com’è noto, sono un popolo dalla memoria corta, sono la “brava gente” nella quale sono tutti parenti, e, se è stato fatto qualche errore o qualche sopruso, la cosa migliore è dimenticare, lasciare correre, perdonare. Tutti noi ci siamo formati sui Promessi Sposi di Manzoni, che, per me, è il massimo manifesto della concezione italiana della giustizia, fondata sull’idea che la giustizia è inutile, perché deve sempre cedere il passo alla misericordia. L’Innominato si pente in una notte, non paga neanche una multa per i suoi misfatti (e chi sa quanta gente avrà taglieggiato, ucciso, stuprato) e, come era stato forte e vincente da “cattivo”, così sarà forte e vincente da “buono”. Senza pagare nulla, solo con un bel pianto liberatorio. E le vittime? Don Rodrigo non si è mai pentito di nulla, eppure fra Cristofaro ordina imperiosamente a Renzo di perdonarlo, così, gratis. E Renzo, docile, obbedisce. Io non lo avrei mai perdonato, e avrei mandato fra Cristofaro a quel paese.

Manzoni è l’esatto contrario di Dante, per cui la giustizia esige la punizione, ma gli italiani sino il popolo di Manzoni, non di Dante. Gli italiani sono quelli che non hanno avuto nessun imbarazzo a nominare primo Presidente della Corte Costituzionale, nel 1956, chi era già stato Presidente del Tribunale della razza, Gaetano Azzariti, sono gli abitanti di un Paese in cui tantissime strade, biblioteche, piazze sono ancora intitolate a Vittorio Emanuele III, il firmatario delle leggi razziali.

Bene, il Giorno della Memoria, se non ha trasformato gli italiani da “manzoniani” in “dantisti”, ha certamente contribuito a fare conoscere l’orrenda realtà del fascismo e del nazismo. Anche gli esponenti e gli elettori dei partiti del centrodestra, nella stragrande maggioranza, hanno imparato, almeno in parte, la lezione della storia. Oggi solo pochi sconsiderati oserebbero dirsi ancora apertamente fascisti.

Però, c’è un però.

Del nazifascismo non si dirà mai abbastanza male, per quel che ha fatto agli ebrei, e non solo. Bene, benissimo ricordarlo.

Ma male, malissimo ritenere che il nazifascismo sia stato l’unico promotore e realizzatore dell’antisemitismo e delle persecuzioni antiebraiche. Questo è un clamoroso falso storico, una clamorosa menzogna, che ha fatto e fa comodo a moltissimi. Perché è molto facile, comodo, furbo sventolare il proprio presunto antifascismo per allontanare da sé l’accusa di antisemitismo, come se le due cose non fossero cumulabili. È molto facile, comodo, furbo condannare l’antisemitismo nazifascista dimenticando quello che hanno fatto agli ebrei la Chiesa, il comunismo, l’Islam e anche le democrazie liberali. Se il fascismo è sinonimo di “male”, i fascismi sono stati molti.

Oggi assistiamo alla vergognosa ignominia di attacchi alla Brigata Ebraica (che ha contribuito col suo sangue a liberare il nostro Paese) durante i cortei del 25 aprile, nell’indifferenza o la complicità delle Associazioni dei Partigiani. Assistiamo a vomitevoli boicottaggi accademici promossi da Università che si proclamano democratiche e antifasciste, assistiamo a una manifesta complicità, da parte di finti democratici antifascisti, nei confronti della più feroce violenza antiebraica che si sia mai registrata dalla fine della Seconda Guerra Mondiale. Vediamo la parola “antifascista” collegata alle sigle più odiose e ripugnati, ai più deliranti e disgustosi proclami di odio antiebraico (e non solo antisionista).

Il Giorno della Memoria ha indubbiamente contribuito a diffondere questa falsa credenza secondo cui l’antisemitismo sarebbe solo appannaggio del nazifascismo, e quindi, morti Hitler e Mussolini, sarebbe morto anch’esso, per cui ci sarebbe solo da ricordarlo, ma non più da contrastarlo.

Ha contribuito a mantenere tristemente attuale la verissima constatazione di Ennio Flaiano, secondo cui in Italia ci sono due tipi di fascisti: i fascisti e gli antifascisti. Non ha minimamente aiutato a capire cos asia veramente l’antisemitismo, anzi, ne ha dato una rappresentazione monca. falsa e distorta,

 

Francesco Lucrezi