Sunteggiamo la Gessen: Nadera Shalhoub-Kevorkian, criminologa femminista arabo israeliana, riferendosi al sette ottobre 2023, ha liquidato la questione degli stupri, asserendo che la violenza sessuale è da sempre un fenomeno inscindibile dalla guerra. “Se una donna mi dice che è stata stuprata, le credo e basta“, soggiunse. Sennonché, la maggior parte delle donne stuprate il sette ottobre 2023 sono morte. Shalhoub-Kevorkian è Ordinario presso l’Università Ebraica di Gerusalemme e il ricorso al “se” provocò la sua sospensione dall’ateneo. Dopo alterne vicende è stata arrestata, per qualche tempo (sic) le è stato negato il ricorso a farmaci per controllarne la pressione. Il giorno dopo, due magistrati gerosolimitani ne hanno ordinato la scarcerazione. Intanto, campeggiava il “#MeToo unless you are a Jew.” L’articolo prosegue così: “Negli ultimi mesi si sono verificati tre importanti tentativi di documentare la violenza sessuale avvenuta il 7 ottobre. Il primo, compilato dall’Associazione dei Centri di Crisi sullo Stupro di Israele e pubblicato a febbraio, è stato ampiamente distribuito dal governo israeliano. Il rapporto afferma che gli atti di violenza sessuale contro donne, ragazze e uomini sono stati “sistematici”, perpetrati in modo simile in molti luoghi diversi. “I terroristi di Hamas hanno utilizzato pratiche sadiche volte a intensificare il grado di umiliazione e terrore insito nella violenza sessuale”, afferma il rapporto. “Molti dei corpi delle vittime di crimini sessuali sono stati trovati legati e incatenati. I genitali sia delle donne che degli uomini furono brutalmente mutilati e in alcuni casi vi furono inserite delle armi. I terroristi non si sono limitati a sparare; tagliavano e mutilavano anche gli organi sessuali e altre parti del corpo con i coltelli”. L’articolo della Gessen va avanti e indietro, con dotte citazioni sullo stupro nei conflitti bellici e, alla fine, ci risparmia la sua opinione. Nella presentazione sul web dell’editore de “L’uomo senza volto”, versione italiana di Sellerio del libro di Masha Gessen su Vladimir Putin, si legge: “… non ha mai temuto di prendere posizione né ha cercato di schermarsi dietro l’equidistanza. La sua voce e il suo punto di vista sulla guerra sono di fondamentale importanza per capire di cosa sia fatto il cuore pulsante della Russia che ha aggredito l’Ucraina». Roberto Saviano, Corriere della Sera”. Qui, non ha preso posizione o, se lo ha fatto, non l’ho trovata. L’intero articolo è nel web e, naturalmente, invitiamo a leggerlo, perché nessun sunto può essere del tutto rappresentativo.
Postilla: Hamas ha dichiarato che “si impegna a rispettare il diritto internazionale e i diritti umani…le Brigate Qassam sono state chiare nel dire ai propri membri e combattenti di non prendere di mira i civili” perché vi è chi è pronto a credergli, come fece la Croce Rossa con Theresienstadt. Il terrorismo non potrebbe esistere senza un Occidente pronto a credere a tutto, perfino che i milioni di razzi lanciati su Israele senza alcun target militare per oltre vent’anni siano il frutto di un’allucinazione collettiva. Qualcosa, per l’intanto, si può fare: vigilare perché gli ebrei non siano vittime del negazionismo 2.0.