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Separiamo le carriere: il caso del P.M. della Corte Penale Internazionale dell’Aia

Il Corriere della Sera del 22 maggio 2024, a proposito dell’avvocato britannico  Karim Khan, il Procuratore Capo della Corte Penale Internazionale dell’Aia, che chiede l’arresto del Primo Ministro di Israele Benjamin Netanyahu, del Ministro della Difesa di Israele Joav Gallant e di tre tagliagole di Hamas, rileva:

 

  • che come avvocato difese l’ex dittatore liberiano Charles Taylor, distintosi per il ricorso ai bambini soldati, agli stupri e uccisioni di massa;
  • che è stato consulente di Sauf al -Islam, figli odi Gheddafi, tornato alla ribalta grazie ai mercenari della Wagner;
  • che “il vero capolavoro giuridico è stata la sua assistenza legale a William Ruto” Dittatore e Presidente del Kenya,   accusato di massacri, il quale Ruto  “si è dimostrato molto riconoscente, perché nel 2021 il nome dell’avvocato britannico è apparso un po’ all’improvviso nella lista dei candidati alla presidenza della Corte Penale Internazionale”. Sarebbe arrivato all’Aia per indagare su personalità esterne all’Africa e al Global South, come per esempio Benjamin Netanyahu. Sul Corriere si soggiunge che “Ma come sempre in questi casi la sua carriera dipende anche da un’agenda politica, da rapporti di forza che esulano dai tecnicismi legali”. D’altronde, ha battuto, per il posto che occupa, la concorrenza di Italia, Irlanda e Francia. Non sarebbe azzardato ipotizzare che le accuse contro i predetti governanti israeliani non differiscono in nulla da quelle che potrebbero essere mosse contro qualsiasi governante il cui paese sia in situazione di belligeranza.