“All’Università Statale di Milano è stato annullato un convegno promosso da due associazioni filo-israeliane, dopo che la questura ha considerato «altissimo» il rischio di incidenti. Il convegno doveva svolgersi il prossimo 7 maggio con il titolo «L’unica democrazia del Medioriente. Israele fra storia e diritto internazionale». L’evento era stato organizzato dalla presidente dell’associazione «Italia Israele» di Savona, Cristina Franco, insieme all’associazione milanese «Pro Israele» di Alessandro Litta Modignani. «Volevamo proporre un’ora di civile dibattito – commenta con amarezza Cristina Franco – ma non c’è più democrazia. Abbiamo deciso di rinviare tutto per senso di responsabilità. Ma non siamo più disposti a tollerare» (OPEN, 2 maggio 2024).
“E’ saltato a causa di un rischio “altissimo” di scontri e incidenti il convegno in programma all’Università Statale di Milano dal titolo “L’unica democrazia del Medioriente. Israele fra storia e diritto internazionale” in programma martedì 7 maggio. A mettere nero su bianco che l’incontro sarebbe stato rischioso sul fronte incidenti è stata la questura, che per l’evento avrebbe dovuto schierare i reparti mobili in assetto antisommossa e allestire altre misure di contenimento. Non solo, era probabile anche la chiusura di aule e uffici dell’università di via Festa del Perdono” (Milano Today, 3 maggio 2024).
“Israele: storia di una democrazia sotto attacco. Terrorismo, propaganda e antisemitismo 4.0. La sfida all’occidente”. Era questo il titolo del convegno che si sarebbe dovuto tenere il 7 maggio all’Università Statale di Milano, con la proiezione del docufilm “#NOVA” sul massacro commesso dai terroristi di Hamas al Nova Festival lo scorso 7 ottobre. Ma in seguito alle minacce arrivate, non se ne farà niente. Organizzato da Cristina Franco, presidente dell’Associazione Italia-Israele di Savona, il convegno si sarebbe dovuto aprire con i saluti del rettore, Elio Franzini, per lasciare poi la parola a Hillel Neuer, direttore esecutivo di Un Watch; Marco Cuzzi della Statale, Alessandra Veronese dell’Università di Pisa, fino alla testimonianza di Alexandre Del Valle sulla Fratellanza musulmana in Europa. Niente da fare. Da giorni erano arrivate minacce e intimidazioni alla volta del convegno, dei convegnisti e dell’università da parte del solito giro di collettivi, anarchici e gruppi anti israeliani. La questura era pronta ad allestire un cordone di sicurezza e la minaccia era passata da “alta” ad “altissima”. Alla fine, Cristina Franco e gli altri organizzatori hanno deciso di annullare l’evento. “Il messaggio che è passato è che, mentre l’altra parte ha avuto il diritto persino di occupare le università italiane, a noi è stato impedito di poter discutere pacificamente del 7 ottobre e di Israele, se non a rischio di violenze”, ci dice Franco. All’organizzatrice era stato anche offerto di spostare online l’evento dai media della Statale. “Anche no, grazie”, taglia corto Franco. “O si ha la stessa possibilità data all’altra parte, oppure niente. La foglia di fico non la accetto”. La morale della storia sta tutta in quel titolo: “Israele: storia di una democrazia sotto attacco. Terrorismo, propaganda e antisemitismo 4.0. La sfida all’occidente”. La democrazia e la sua ancella che è la libertà di parola sotto attacco, la propaganda che dilaga nelle università, l’antisemitismo che ne è il rumore di fondo e l’occidente che è il nemico comune” (Giulio Meotti, Il Foglio, 3 maggio 2024).