Il 5 Luglio 2019, su La Repubblica, si leggeva: “Lo Strega 2019 lo vince Antonio Scurati con ‘M. Il figlio del secolo’ (Bompiani), romanzo storico sull’ascesa di Mussolini e sulla conquista feroce del potere da parte del fascismo. Il favorito della vigilia conferma il pronostico, grazie a un libro che ha ottenuto un grande successo di pubblico – più di 120mila copie vendute – e di critica. Un volume di oltre 800 pagine che arriva fino al delitto Matteotti e che nella notte del Premio ha ottenuto ben 228 voti. “Sono felice della vittoria ma sono anche molto contento che altri italiani leggeranno questo libro. Potranno conoscere meglio la nostra storia: con la speranza che non si ripeta, anche in forme diverse”, ha spiegato l’autore alla fine”.
Sennonché, Ernesto Galli della Loggia ebbe a stroncare il libro, e tutte le critiche e gli errori da lui segnalati sono stati ammessi dall’autore. Galli della Loggia ha deprecato sia la mancanza di un adeguato editing, sia il vuoto culturale rivelato dai quasi unanimi consensi. Da ultimo, Scurati, censurato giorni addietro alla e dalla Rai, ha finito per parlare nei comizi del 25 aprile, come si conviene alla retorica che ormai è il perno vero del Paese. A conferma della pochezza di chi censura, inconsapevole di non essere nemmeno capace di compiere una cattiva azione, sia della ascesa mediatica della vittima. Sicuramente è una vittima, ma ha tanti colleghi dietro di se, che non otterranno mai soddisfazione. Perché tutti i libri che in qualche modo appoggiano il diritto all’esistenza di Israele sono semplicemente bloccati dai grandi editori, per essere poi stampati da editori così piccoli che in libreria non ci arrivano. In quest’ultimo caso, però, nessuno li ospiterà nelle tribune, come a Scurati, e dovranno soltanto ringraziare il fato per non essere costretti a bere l’olio di ricino ma, nel migliore dei casi, il peraltro ottimo liquore Strega.
Ah, da sinistra sono state ridimensionate le critiche di Galli della Loggia, perché l’impianto ideologico era salvo: in che mani siamo.