Degli studenti, a Napoli, hanno impedito lo svolgimento di un convegno, precludendo a Maurizio Molinari, Direttore de La Repubblica, di aprire bocca. Ora, Molinari ha proposto ai contestatori di discutere con lui su qualsivoglia argomento volessero sollevare, ma essi si sono rifiutati. La domanda da diffondere, più che da formulare, sarebbe: perché hanno paura delle parole e degli argomenti di Molinari? La risposta: fra i fattori di rischio da bandire – decisamente – c’è l’informazione, della quale il Direttore è un apprezzato ed equilibrato specialista. Non ci inganniamo, è quella il nemico, in quanto si predilige lo studio alle parole d’ordine; questa è una dialettica che i dittatori conoscono, questo è uno scrigno al quale i dittatori attingono (addirittura) con voluttà. Però non siamo allo scontro di civiltà di Samuel P. Huntington, bensì allo scontro fra pianeti, quello della buona e quello della mala fede. Da quale delle due parti si collocano i contendenti? Fate vobis. Per fortuna è intervenuto l’Uomo più grande che abbiamo in Italia, si chiama Sergio Mattarella ed è il Presidente che tutti ci invidiano e che vorrebbero avere, il quale ha espresso solidarietà a Molinari. Siamo ben più piccoli, ma anche noi la esprimiamo, siamo solidali sia con un uomo (Molinari) che con un’idea (la libertà).