Se si andasse sul sito Non Una di meno, che annuncia le manifestazioni contro i femminicidi : https://nonunadimeno.wordpress.com/
troveremmo che campeggia la scritta “Palestina Libera”. Vi si trova anche questo appello:https://nonunadimeno.wordpress.com/un-appello-liberatorio-da-parte-di-persone-queer-in-palestina/
Se credono a quello che dicono, facessero il Gay Pride a Gaza anziché a Tel Aviv. Noi linkiamo, affinché si possa leggere tutto ciò che dicono, compreso ” la Palestina sarà libera, dal fiume al mare”, che comporta lo smantellamento dello Stato di Israele. Inserire la lotta contro Israele (e quale lotta!) in mezzo alle sacrosante rivendicazioni delle donne (una donna uccisa da un uomo in Italia ogni tre giorni) mette in causa l’utilità della Giornata della Memoria e delle visite degli studenti ad Auschwitz, visto che si arriva a tanto. Si tratta di riti che, nemmeno tanto paradossalmente, si ritorcono contro gli ebrei anziché aiutarli. Sarebbe quello il modo di rispettare la memoria di chi è finito senza tomba in una camera a gas?
Alla luce di tutto questo, è da domandarsi quale grado di riconoscimento vi sia per i cittadini ebrei in una società nella quale l’odio è così tanto da convincersi che i gay siano perseguitati in terra ebraica e benvenuti dai suoi vicini. Se i rapporti con la realtà sono così problematici, se tutte le istituzioni ebraiche debbono essere protette dalla polizia, come cresceranno i nostri figli e nipoti in mezzo a questa follia? Cresceranno come i loro amici non ebrei o ne usciranno traumatizzati dalla culla alla tomba? Perché vi si legge, addirittura: ” Le fantasie sioniste di corpi brutalizzati non ci sorprendono”. Non venite a domandarci quali siano le ragioni del sionismo; per conoscerle basta leggere i testi linkati.