Nella recensione di Dino Messina sul Corsera del 22.11.2023 al libro di Ezio Mauro La caduta. Cronache della fine del fascismo, Feltrinelli 2023 si riferisce che Benito Mussolini non aveva capito la carica distruttiva (sic) dell’Ordine del Giorno di Dino Grandi del 25 luglio 1943, mentre Donna Rachele avrebbe detto al marito “falli arrestare tutti, prima che la riunione abbia inizio”.
Dopo aver dichiarato la guerra all’America, non essendo sufficiente per l’Italia averla dichiarata all’Unione Sovietica, gli americani, anziché prenderla per quel che era, ossia, una spiritosaggine alla quale rispondere con una vignetta sul New York Times, furono così cattivi da mandare Clark Gable a bombardare San Lorenzo (ed è vero) e cattivi erano già stati nello sbarcare in Sicilia, non solo per vedere se erano davvero buoni gli spaghetti con le sarde, bensì per invadere l’Italia.
Lo stato maggiore dell’Italia, secondo l’ordinamento allora vigente, era rappresentato dal Gran Consiglio, la cui maggioranza decise che, sì, era dalla parte del Duce ma, nel dubbio, visto che il Presidente americano Franklin Delano Roosevelt aveva deciso di fucilare i responsabili di nazismo e fascismo, trovarono più igienico cambiare gabbana. Destituirono Mussolini e, tranne quegli ingenui che, poco capendo, si fecero fucilare a Verona, gli altri si impegnarono, con discreto successo, in una gara di longevità: alcuni morirono vecchi, altri vecchissimi.
In tutto questo, Mussolini confermò di essere intelligente, ma senza eccedere, mentre la sempre tradita Rachele si rivelò ben più lucida, quando gli disse di arrestare i riottosi.
Ora, cosa sarebbe successo se Mussolini avesse seguito il consiglio di Rachele anziché il (pessimo) Gran Consiglio? Anzitutto, ci sarebbe stato modo di arginare la presenza tedesco – nazista in Italia, visto che per quasi due anni diventò padrona dell’Italia. L’Italia sarebbe risultata una potenza (si fa per dire, potenza) perdente, tanti fascisti non sarebbero stati abbagliati dal comunismo, con un abbaglio che impresse una spinta formidabile alle loro carriere e, udite udite, si sarebbe posto un ulteriore argine al trasformismo dell’Italia. Però il vantaggio più grande, se tanti fascisti non si fossero scoperto comunisti, grazie ai provvedimenti perdonisti di Palmiro Togliatti, sarebbe stato quello di avere uomini di destra liberale al governo (non fascisti, ma di destra) senza bisogno di chiedere scusa a nessuno, perché il dopoguerra avrebbe fatto giustizia di ogni ambiguità. Infine, col fascismo al potere fino all’inevitabile sconfitta, gli ebrei sarebbero sopravvissuti, perché l’esercito italiano, dove era presente, non aveva alcuna intenzione di torcere loro un capello. Invece, grazie al tradimento dello stato maggiore del fascismo, con l’OdG Grandi, si insediò una Repubblica fantoccio (Salò) i cui militi si impegnarono nel consegnare gli ebrei ai nazisti. Si diceva che essi riempissero il campo di Fossoli, che poi i tedeschi svuotavano, spedendoli ad Auschwitz. Questi ragionamenti avrebbero tolto pregio al saggio di Ezio Mauro?