Drew Weissman, uno scienziato ebreo che identificò la tecnologia che rese possibile i vaccini mRNA contro il COVID-19, ha vinto il Nobel 2023 per la Medicina. Il quale Nobel è stato condiviso con Katalin Kariko, nata in Ungheria, la sua partner di ricerca nell’Università di Pennsylvania. La loro storia di collaborazione divenne famosa quando la tecnologia che avevano sperimentato permise la rapida creazione di vaccini efficaci contro la devastante pandemia. Si incontrarono quando andarono a fotocopiare nel 1998 i documenti per la ricerca su cui lavoravano aventi un contenuto convergente. Kariko, che era stata per anni una ricercatrice di livello non alto (secondo Haaretz) provava a dimostrare che il messaggero RNA, il materiale genetico che dice alle cellule cosa fare, era suscettibile di programmazione. Weissman, un medico che aveva lavorato con Anthony Fauci all’Istituto Nazionale di Sanità, lavorava ad un vaccino anti HIV. Lavorarono insieme e, nel 2005, pubblicarono un paper dimostrando che l’mRNA poteva di fatto essere alterato per istruire le cellule ad intraprendere certe azioni. La loro tecnologia alimentò i vaccini Pfizer e Moderna, che giunse con grande tempismo verso la fine del 2020. Sul sito del Nobel si trova un esauriente resoconto della loro scoperta: https://www.nobelprize.org/prizes/medicine/2023/advanced-information/
Secondo Haaretz, Weissman è figlio di un padre ebreo e di una madre non ebrea ed è cresciuto celebrando le feste ebraiche. secondo quanto ha detto nel 2021 al Philadelphia Jewish Exponent. Assieme alla moglie Mary Ellen, cresciuta in un focolare ebraico più osservante, ha mandato i figli al Tempio Beth Hillel/Bet El, una sinagoga conservative di Philadelphia. Mary Ellen Weissman, riferisce Haaretz, è pesantemente (sic) impegnata in Momentum, un ente che cerca di coinvolgere le donne ebree nell’impegno con Israele e assieme al marito ha parlato e donato a quest’organizzazione. Weissman ha riferito di sentirsi più Taoista (e noi diremmo spinoziano nda). Il sito jinfo.org si diffonde ancora sull’argomento; secondo questo sito, il 40% dei Nobel americani per la Medicina sono ebrei.
Ah, direi di riservare un piccolo spazio ne lcuore pure per Jonas Salk o per Albert Sabin. Nello stesso momento, leggiamo: “Jewish leaders slam UPenn for hosting anti-Israel activists in High Holiday periodThis week’s Palestine Writes Literature Festival features lineup including Roger Waters, speakers who have called for Israel’s destruction and compared Jewish state to Nazi Germany”.
Salvare l’umanità non salva gli ebrei dall’odio.