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Mettiamo in ordine le pedine del Domino

Dario Fabbri (Editoriale, nella rivista Domino, di cui è direttore responsabile Enrico Mentana, 4/2023, p. 7) scrive, nei riguardi dei sefarditi: “Con la comparsa dello Stato ebraico, furono espulsi dai propri Paesi in protesta per l’occupazione della Palestina”. La frase è una contraddizione vivente, un ossimoro: gli ebrei sono stati espulsi dai Paesi arabi “Con la comparsa dello Stato ebraico” oppure “per l’occupazione della Palestina”? 

Fabbri è noto al grande pubblico, da ultimo, per le lunghe e interessanti partecipazioni alle ‘maratone’ di Enrico Mentana, dove ha dato prova (quanto meno,  per ciò che riesco a capire) di conoscenza dei problemi che affrontava.  Non chiarisce (Fabbri) chi avesse espulso gli ebrei arabi (diciamo) dai propri Paesi (sic). La cacciata era l’esito di sommosse o di azioni governative? E’ vero, siamo eccessivamente pignoli, e allora andiamo ad esaminare in astratto la frase sopra riportata. Se X protesta per la “occupazione” della Palestina, anche se non entrassimo nel merito, la mente andrebbe comunque a carri armati che varcano una frontiera, ma anche qui saremmo troppo pignoli.

Riproviamo: se X espelle gli ebrei (arabi) dal Paese (arabo) di cui sono cittadini perché la Palestina è stata ‘occupata’ lo si deve al fatto che sono ebrei come gli israeliani: e cosa sarebbe questo atteggiamento di chi espelle gli ebrei dal  Paese di cui sono cittadini, se non razzismo? Suvvia, siamo ancora assai pignoli, e allora semplifichiamo ancora.

Se la Palestina è stata ‘occupata’ e gli arabi (i governi?) non gradiscono tale ‘occupazione’ la prima e forse ultima mossa, in tesi, sarebbe: “ebrei, perché ve ne andate dai Paesi arabi dove state così bene per ‘occupare’ la Palestina?” E invece no, cacciandoti dimostro: a) che il sionismo ha ragione, e b)  che considero gli ebrei meno di insetti perché li caccio, li perseguito e confisco loro i beni per un ‘crimine’ (l’occupazione della Palestina) che non è imputabile ai cittadini ebrei dei Paesi arabi. Come fa Fabbri a chiamare ‘protesta’ un’azione (l’espulsione) che colpisce un terzo?

Non basta: quando ti caccio, vai dove ti accolgono a braccia aperte: e dove se non in Israele? Anzi, cacciandoti dai Paesi arabi, intensifico la c.d. ‘occupazione’ della Palestina. Ne consegue che quando Fabbri discorre di ‘occupazione’ della Palestina non fa che giustificarla. Ancora: ne consegue che la frase di Fabbri sulla ‘protesta’ per ‘ l’occupazione della Palestina’ pone degli interrogativi sulle ragioni che portano un uomo capace a scrivere un periodo (per me) non conforme a logica, dacché scrivendo  “espulsi dai propri Paesi in protesta per l’occupazione della Palestina” crea una cesura incolmabile fra azione e reazione: possibile che non se ne sia accorto?  Se Elly Schlein ha un armocromatico di fiducia, Diego Fabbri avrà un semiologo di fiducia: gli domandi come si legge la sua frase e cosa significa. Pretendo troppo? Poiché Fabbri è palesemente intelligente e preparato e sicuramente onesto, pretendo poco.