LA RAZZA CHE NON ESISTE
La seconda settimana di ottobre si è aperta con una genuflessione, in linea con un trend iniziato da molti anni, ma rimasto finora sottotraccia; la genuflessione è alla nuova razza ariana e il trend è quello di perseguire gli ebrei per cacciarli da ogni luogo pubblico.
Prima di vedere di che si tratta apriamo una parentesi per capire cos’era la razza ariana.
A metà Ottocento, Max Müller, filologo, precisò che “ariano” indica una lingua, non un sangue. Ma nel frattempo l’antropologia fisica (misure del cranio, “indice cefalico”) spostò il discorso dal linguaggio al corpo.
1853-55: Gobineau, nel Saggio sull’ineguaglianza delle razze umane, propone una gerarchia di razze, con gli “ariani” al vertice e la civiltà in declino per via dei meticciati.
1899: Houston Stewart Chamberlain, vicino all’ambiente wagneriano, nei Fondamenti del XIX secolo fa degli “ariani/teutonici” i creatori della civiltà e inserisce l’antisemitismo al centro della teoria.
Poi il nazismo lo trasformò in legge e politica di Stato (leggi di Norimberga, 1935). In Italia, il Manifesto della razza e le leggi del 1938 usarono la stessa categoria.
Questo in sintesi, ma l’Italia è sempre stata un crogiolo di etnie (riservando il termine razza all’intero genere umano).
Al Nord-Ovest c’è stata l’invasione dei Romani che hanno portato l’Impero ad occupare la parte meridionale dell’Inghilterra, compresa l’attuale capitale, Londra, che chiamavano Londinium (si pensi che anche oggi gli abitanti di Londra si chiamano londinesi).
Alla fine dell’Impero, l’Italia settentrionale centro-occidentale è stata sotto il dominio di Vandali, Longobardi, Visigoti, Ostrogoti, Unni.
Al Nord-Est sono passati gli Slavi, mentre a Sud-Ovest abbiamo avuto greci e arabi e a Sud-Est albanesi e macedoni.
Un popolo più meticcio di noi non esiste. Eppure nelle leggi razziali del 1938 viene detto che gli ebrei dovevano essere espulsi perché configuravano un’entità diversa dalla razza “ariana” degli italiani.
Ora abbiamo l’invasione musulmana che sta condizionando pesantemente la vita degli italiani in genere e degli italiani di religione ebraica in particolare.
Questa aberrazione è cominciata in sordina, ma sta già superando gli argini. Molte categorie sociali chiedono agli ebrei di dissociarsi dallo Stato d’Israele e dalle sue politiche, ignorando volutamente che chi chiede (o costringe a chiedere) questo non è né italiano, né ariano (categoria inesistente come detto), ma arabo di religione islamica.
Abbiamo introdotto il discorso parlando di “genuflessione”, con riferimento a quello che è successo a Reggio Emilia, dove una Società partecipata dal Comune al 51%, la Reggio Children, ha richiesto a circa cento professori americani di religione ebraica e a dei colleghi israeliani di sottoscrivere la seguente dichiarazione: “prendo le distanze dall’occupazione di Gaza e dalla violazione del diritto dei bambini.. omissis”.
Con questa richiesta si certifica che ogni ebreo è responsabile della condotta del governo israeliano, ma soprattutto che sonno tornate tacitamente in vigore le leggi del 1938.
Il Sindaco, non solo non si è dissociato, ma ha negato l’evidenza, dicendo che la presenza di persone legate al “genocidio” in atto turberebbe la serenità dei piccoli studenti.
Non si è spinto a dire che sono richiesti i requisiti di appartenenza alla razza ariana, ma poco ci manca, perché se lo avesse fatto avrebbe dovuto dare per certo che i musulmani lo sono ed avrebbe anche dovuto convincere la gente a credere che il popolo italiano è di pura razza ariana.
Questa è la situazione certificata che mostra una triste realtà: sta tornando in auge il paradosso dell’antisemitismo di stato, che fa sì che un uomo mite come Darwin si stia rivoltando nella tomba, avendo dimostrato con i suoi studi che non esiste la razza dei levrieri, ma una specie animale così chiamata ed appartenente alla razza canina.
Marco Del Monte, Ingegnere