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Gli eroi del volo Dubai – Tel Aviv

Mercoledì mattina, intorno alle 8:20 ora locale, un volo diretto da Dubai a Tel Aviv ha lanciato un segnale di emergenza, avvisando i controllori di volo israeliani di un tentativo di dirottamento. Uno dei copiloti aveva ripetutamente accoltellato l’altro prima di prendere il controllo della cabina di pilotaggio. Nel giro di due minuti, l’aereo era precipitato per oltre 17.000 piedi, deviando dalla rotta verso l’Arabia Saudita. A bordo si trovavano circa 180 persone. Il pilota ferito ha avuto la presenza di spirito di premere il comando che apre la porta della cabina di pilotaggio. Yaniv Hayoun, un passeggero del volo Flydubai, ha raccontato al Primo Ministro israeliano come lui e altri passeggeri abbiano fermato il presunto aggressore; ha spiegato di averlo immobilizzato con una presa al collo e di averlo trascinato fuori dalla cabina di pilotaggio, per poi tornare ai comandi dell’aereo. Mercoledì Hayoun ha incontrato il Primo Ministro israeliano Benjamin Netanyahu, descrivendo il tentativo di accedere alla cabina di pilotaggio. Ha riferito che il pilota, ferito da una coltellata, si trovava contro la porta, rendendone inizialmente difficile l’apertura.Una volta entrato nella cabina, ha raccontato di aver visto l’aggressore sulla console situata tra i due sedili. “Non c’erano piloti sui sedili: uno era a terra, l’altro sulla [console]”, ha detto Hayoun, aggiungendo che l’uomo sembrava voler “mettere fuori uso l’aereo”. “Ho chiamato alcuni israeliani a bordo e altri due ragazzi sono venuti ad aiutarmi. Lo abbiamo bloccato a terra”, ha detto Hayoun. “Sono balzato indietro, ho afferrato i comandi e ho iniziato a tirare le leve verso di me”. “Immagino che, se fossimo entrati nello spazio aereo israeliano, non sarebbe finita bene”, ha detto a Netanyahu. Quando gli è stato chiesto come sapesse di dover tirare le leve per riprendere il controllo dell’aereo, ha attribuito il merito a una serie televisiva. “Guardo Indagini ad alta quota, Signor Primo Ministro… davvero!” Quando il Primo Ministro si è complimentato e gli ha chiesto come avesse fatto, Hayoun gli ha risposto: “Siamo una nazione di leoni”.

A proposito di leoni, nella trasmissione televisiva del pomeriggio (un talk) la conduttrice ha detto che si era trattato di una rissa fra piloti, e un noto giornalista ha commentato che l’episodio avrebbe aiutato Netanyahu. Ulteriore ciliegina, erano stati degli agenti israeliani ad intervenire, quando invece erano i passeggeri. Però ha soggiunto, la conduttrice “non siamo complottisti …. non stiamo dicendo che se li sono inventati, come mai le dichiarazioni dei ministri sono andati in una certa direzione”. Dopodiché la conduttrice legge le dichiarazioni di Netanyahu con tono canzonatorio. Il giornalista dice che non esclude che sia un attentato jihadista, ma che potrebbe finire in una bolla di sapone. Invito il lettore a vederne la registrazione e invito l’emittente a consentirci una replica in studio. Posso anticipare l’intervento: è possibile che si trascuri l’ipotesi che lo scopo del dirottamento fosse quello di boicottare gli Accordi di Abramo, lo stesso del pogrom del 7 ottobre 2023? Times of Israel ha subito elencato le reazioni del web nei riguardi di quanto accaduto: lascio al lettore, alla sua fantasia, la ricostruzione delle reazioni.

Se qualcuno volesse davvero la pace, promuoverebbe sia gli Accordi di Abramo del 2020 che la Risoluzione 2803 (2025) del Consiglio di Sicurezza sull’approvazione del Piano globale per porre fine al conflitto a Gaza. Anche in Italia, a coloro che dicono di battersi per la pace (è grave che credano alla proprie parole) non passa mai per la mente di avvicinare le due parti, mentre sono entusiasticamente dediti a riversare tutto l’avversione possibile su Israele, senza disdegnare qualche puntata contro le Comunità ebraiche e in sede universitaria, addirittura sull’ebraismo. Giorni addietro, a un signore che lamentava ovunque la mancanza di dialogo in seno alle Comunità ebraiche, ho proposto un dibattito; questa persona mi ha risposto di essere occupatissima, senza proporre delle date anche lontane.