Nella lettera pubblicata il 28 maggio 2026 su Lo dico al Corriere dal titolo “Sánchez perderà le elezioni ma contro di lui c’è una manovra”, la lettrice (delusa dalla svolta centrista della sinistra e convinta che le accuse di corruzione alla moglie di Sánchez fossero una montatura) sosteneva esplicitamente la tesi secondo cui il premier spagnolo fosse finito nel mirino dei servizi segreti israeliani come ritorsione per aver riconosciuto lo Stato di Palestina e per le sue dure critiche a Benjamin Netanyahu.
Il tenore letterale della missiva era il seguente: “Caro Aldo, purtroppo Sánchez si è messo contro Israele ed è ovvio che tentino di fargliela pagare. Spero resista perché è uno dei pochissimi che ha avuto il coraggio di fare ciò che tutti dovrebbero fare ma non se la sono sentita. Comunque non è indagato”. Marina Delvecchio
La risposta di Aldo Cazzullo: “Cari lettori, la Spagna è un Paese profondamente corrotto. Il Partito popolare non è senza scandali; semplicemente sono stati in parte dimenticati perché è da sette anni lontano dal potere. Gli scandali oggi travolgono Pedro Sánchez, che è alla fine del suo ciclo politico; le prossime elezioni le vincerà il Partito popolare, il cui leader è un moderato come Feijóo, l’ex presidente della Galizia, ma dovrà convivere con la corrente radicale guidata dalla presidenta della comunità di Madrid Díaz Ayuso e dovrà allearsi con i populisti di Vox, che radicali lo sono ancora di più. Vedremo cosa sapranno fare. Sánchez ha governato l’economia molto bene (del resto è un economista), la Spagna tra i grandi Paesi europei è quello che cresce di più, ha assunto posizioni coraggiose in politica estera. Per restare al potere però non ha esitato a fare alleanze con baschi e catalani, sia quelli di destra sia quelli di sinistra, e a concedere ai secessionisti di Barcellona un’amnistia che in campagna elettorale aveva escluso. Questo ha provocato una torsione al sistema democratico spagnolo, nell’opinione pubblica e anche negli apparati dello Stato. Per gli spagnolisti Sánchez è diventato il nemico pubblico numero uno. Che ci sia nei suoi confronti un accanimento giudiziario è chiaro come il sole. Le inchieste contro la moglie e contro il fratello sono state avviate da un sindacato di estrema destra. Le accuse sono abbastanza ridicole. In sostanza Sánchez è accusato di aver trovato un posto di lavoro al fratello. Applicando questo metodo al nostro Paese, l’intero parlamento italiano dovrebbe diventare un supercarcere. Molto più serie sono le accuse contro i suoi due stretti collaboratori, Ábalos e Cerdán. Poi c’è il caso Zapatero, che è il più grave, perché Zapatero ha vinto due elezioni, è stato a lungo capo del governo, e mentre González è palesemente ostile a Sánchez, Zapatero l’ha sempre appoggiato e ha gestito il delicato dossier venezuelano. Le accuse contro di lui sono da provare. Da una parte è palese che Zapatero, come hanno fatto molti altri ex primi ministri, si è messo a fare soldi: cosa poco commendevole, soprattutto se avviene violando la legge. Dall’altra parte gli americani non gli hanno certo dato una mano, anzi sono stati decisivi nel costruire l’indagine. In sintesi, la corruzione nel Partito socialista e nel governo spagnolo esiste. Ma che ci sia una manovra interna ed esterna contro Sánchez sarebbe davvero ingenuo non vederlo. Alla fine la vera sanzione arriverà dall’elettorato”.
Aldo Cazzullo accusa soltanto gli americani, e non Israele. Non si dilunga sul modo in cui gli americani siano stati decisivi nel costruire l’indagine, e forse un granello di responsabilità graverebbe sui lettori, laddove sono talvolta poco curiosi e troppo complottisti. Conoscendo il talento di Cazzullo, largamente dimostrato in una carriera che lo ha visto diventare una grande firma di un quotidiano che è un faro dell’Italia, siamo certi che non è lontano il giorno in cui, dalla sua importantissima posizione, darà il suo contributo per disinnescare il complottismo, una mina vagante per la cultura civica del Paese, che è diffuso finanche nei testi scolastici. Lo si sottolinea, perché dovremmo pur passare attraverso ciò che Max Weber chiama “il disincantamento” al metodo scientifico. Nulla come il metodo cospirativo avvilisce ciò che costituisce il capitale di una nazione dell’importanza dell’Italia: la cultura.