Vai al contenuto

Il passato, il presente, il futuro: le leggi di Noè per salvare l’umanità

Tutti – persone semplici, politici e membri dei governi – parlano della situazione odierna come se sia stato il risultato di un cambiamento accaduto improvvisamente. La realtà è molto diversa e se la si nega non cambierà mai nulla.

Le religioni che si sono sviluppate ispirandosi ad alcuni elementi dell’ebraismo: Cristianesimo prima e Islamismo dopo, hanno disatteso uno dei principi fondamentali dell’ebraismo: nessuno deve costringere un’altra persona ad accettare una religione o un credo non proprio. Prima di Abramo – che notoriamente fu il primo ebreo – c’era Noè. Per questo, parte integrante del messaggio ebraico è che ognuno può e dovrebbe ispirarsi alle leggi di Noè: il cristianesimo e l’islamismo hanno massacrato nel corso della storia non solo gi ebrei (che rimangono una piccola percentuale della popolazione mondiale, cioè lo 0,01), ma centinaia di migliaia di persone, cancellando anche popoli, lingue e culture. Gli ebrei non hanno fatto mai sviluppato un programma teso a convertire gli altri, proprio perché non è questo lo scopo che si pone: l’Umanità sarebbe oggi in una situazione se non idilliaca certamente priva dei numerosi conflitti che caratterizzano la storia dell’umanità: l’osservanza delle leggi di Noè sarebbe una garanzia per tutti.

Noè fece una barca per salvare l’umanità dal diluvio: noi non siamo stati capaci di salvare l’umanità dal diluvio di missili e bombe che hanno lo scopo di cancellare dei popoli (si legga lo statuto del movimento islamico Hamas, al governo della Striscia di Gaza, e si veda le dichiarazioni di cancellazione di Israele pubblicate su cartelloni dal governo islamico iraniano nelle piazze della capitale Teheran: non si capisce come uno Stato del genere possa essere membro dell’ONU che dovrebbe fare della pace e della convivenza  il suo messaggio più importante.

Quando Aimè Palliere, filosofo cattolico di Lione, si rivolse al filosofo e rabbino Eliahu Benamozegh di Livorno per chiedergli di essere convertito all’Ebraismo, la risposta fu che lui avrebbe dovuto continuare a professare il cristianesimo e impegnarsi a osservare le Sette leggi di Noè, leggi non ebraiche destinate a tutta l’Umanità.

Ancora oggi molti cristiani e moltissimi musulmani attaccano gli ebrei e ne chiedono la totale cancellazione, ispirandosi alle leggi naziste: sarebbe stato auspicabile che i capi delle due religioni e in generale gli intellettuali condannassero chiaramente le posizioni di quelle persone che si dichiarano cristiane o musulmane: hanno preferito rimanere in silenzio.

Solo un atteggiamento simile a quello del Noachismo può salvare il mondo dall’autodistruzione: la Terra che è la barca sulla quale navighiamo nel Cosmo avrebbe così una chance di sopravvivenza.

Scialom Bahbout