SOTTOMISSIONE
Su molti quotidiani del 27 agosto, tra le notizie tragiche arrivate dal Tibet (dove lo scioglimento di un ghiacciaio e il suo precipitare improvviso ha provocato centinaia di morti) e quelle che arrivano dalla (Russia dove Putin sta meditando di passare al nucleare sporco) si legge del primo sciopero islamico che minaccia di bloccare tutte le attività di Venezia e Mestre.
I bengalesi di Venezia, sunniti, di scuola giuridica hanafita, sono 40.000 e minacciano lo sciopero perché il Comune di Venezia non dà il permesso di costruire la seconda moschea più grande d’Italia su un terreno che non avrebbe i requisiti di legge.
Questa richiesta è appoggiata dai partiti di sinistra e, ovviamente, dalla CGIL e fa leva sul fatto che la comunità in questione detiene quasi il monopolio delle attività turistiche ed è occupata nelle fabbriche più disparate.
Il Sindaco, oltre a motivare il diniego con il mancato rispetto delle norme urbanistiche, ha fatto anche presente che la comunità musulmana non ha mai sottoscritto nessun trattato con lo Stato Italiano, che disciplini e mitighi il credo religioso con il rispetto delle leggi nazionali.
Per di più nell’ultima grande ricorrenza islamica la stessa area sarebbe stata occupata abusivamente e lasciata in condizioni disastrose dopo i festeggiamenti.
Questo è l’ultimo episodio che dimostra la ormai prossima resa dell’Occidente Cristiano all’Islam, avendo ormai abdicato a tutte le sue regole senza reagire.
Alla fine della seconda guerra mondiale hanno avuto termine gli imperi coloniali, essenzialmente inglese e francese.
Mentre il primo aveva interessi sostanzialmente al di fuori del Mediterraneo, l’impero francese era costituito da molti paesi affacciati su questo mare (Algeria, Tunisia, Libano), mentre altri paesi come Libia, Somalia, Eritrea erano sotto l’influenza dell’Italia che, avendo perso la guerra si trovarono liberi e facile preda dei vincitori della G.M., segnatamente la Francia.
Gaza rimase una provincia autonoma dell’Egitto, mentre la Cisgiordania e la Giordania divennero un protettorato inglese.
Gerusalemme, che è sempre stata una città multietnica e multiculturale, si trovò anch’essa a far parte del protettorato britannico.
Il Gran Muftì di Gerusalemme, Amin al-Hussein, alleato di Hitler nella seconda guerra mondiale, organizzò pure la 13a Divisione di Montagna Waffen SS “Handschar” (Waffen-Gebirgs-Division der SS “Handschar”) i cui componenti indossavano un fez con simboli delle SS:
Questa impostazione dura tuttora e le truppe dell’Iran, Hamas ed Hetzbollàh vanno in giro portando in una tasca il Corano e in un’altra il Mein Kampf.
Ma torniamo al problema: la Francia è il paese a più alta densità di cittadini francesi di religione musulmana, provenienti dalle ex colonie e molti, quindi, di seconda e terza generazione.
Anche l’Inghilterra, l’Italia e la Germania ormai sono oggetto di un’invasione silenziosa essendo questi immigrati entrati nei gangli della società occidentale, dove si sono appropriati di settori vitali dell’economia: a Roma, per esempio, il commercio di fiori, frutta e verdura, lavaggi e garage per le auto sono in gran parte in mano ad egiziani.
Assistiamo perciò ad una resa quasi incondizionata della cultura giudaico-cristiana che è alla base della vita dei paesi occidentali, come ha magistralmente scritto Papa Ratzinger.
Il suo successore Francesco, morto il 21 aprile 2025, era fautore della politica dell’integrazione degli immigrati, da lui considerati tra i miseri dell’umanità, mostrando un’arrendevolezza a volte incomprensibile, ignorando l’influenza che hanno conquistato silenziosamente sulla Chiesa stessa.
È difficile pensare che in certe scuole non si legga più la Divina Commedia perché alla nona bolgia (seminatori di odio e di zizzania), canto ventottesimo, si parla del Profeta.
Qualche anno fa ero in missione a Firenze per un sopralluogo tecnico al carcere di Sollicciano, dove si trovavano alcuni detenuti islamici che erano stati arrestati perché sorpresi a profanare la chiesa di S. Petronio in piazza Maggiore, dove è raffigurata la scena dantesca di cui si parlava più sopra.
Il motivo del sopralluogo era volto ad accertare i notevoli danni provocati da costoro che avevano appiccato il fuoco all’infermeria e ad alcune celle.
Molte scuole chiudono il giorno della fine del Ramadàn e durante questo mese non interrogano gli studenti musulmani, rallentando i programmi; si vedono palestre e piscine divise tra maschi e femmine, mentre mi ricordo la gioia di aver frequentato delle classi miste alle medie e al liceo, cosa che non sarà più possibile, andando avanti di questo passo.
Personalmente considero tutto ciò una tragedia, perché quando si rinuncia alle proprie radici il futuro non può che essere quello di una resa totale, favorita da una arrendevolezza che chiude gli occhi di fronte a una realtà divenuta ineluttabile.
Non ci si può meravigliare, quindi, se negli ultimi anni e, in particolare dopo il 7 ottobre 2023, Hamas ha ripreso l’eredità della propaganda nazista, raccogliendone il testimone e migliorando la propaganda stessa grazie ai social e ai mezzi di comunicazione ora disponibili.
In certe zone di Parigi, Londra, Roma ci sono dei quartieri dove non vige più la legge nazionale, ma la sharìa, con annessi burqa e derivati.
Ormai si dà tutto per scontato e non solo non ci si ribella, ma si favorisce il fenomeno, dal che non resta che prendere atto che tra qualche anno vedremo la bandiera nera dell’Isis sventolare sulla cupola di S. Pietro.
Per concludere, un’amenità: pare che un preside abbia sostituito la lettura della Divina Commedia di Dante con il Decamerone di Boccaccio, forse ignaro del rapporto che l’Islam ha nei confronti del sesso, vediamo se qualcuno se ne accorgerà.
Marco Del Monte, Ingegnere