Gli ebrei perseguitati hanno diritto di ritornare
L ‘aggressione del Setteottobre, come per ogni evento che accade, ha aspetti negativi, ma anche qualche risvolto positivo.
Il primo che ha messo in evidenza che l’Europa (e non solo) ha messo in evidenza che non ha suoerato il problema dell’antisemitismo e continua ad essere profondamente razzista. I primi ad essere colpiti sono sempre gli ebrei perseguitati in passato per secoli dalla Chiesa e dall’Islam. Tutti devono fare i conti con questo problema che influenza la società nel suo profondo.
Il secondo è che questo ha risvegliato l’identità nascosta di molte persone di origine ebraica che oggi chiedono di ritornare alle proprie radici.
Il terzo è la scoperta di molti gruppi e comunità (perfino Tribù) che dichiarano di essere non solo di origine ebraica, ma propriamente ebrei: si tratta di centinaia di migliaia di persone e famiglie: le Diaspore e lo Stato d’Israele deve affrontare il problema e fare quanto già fatto con i Falasha, I Falshmura, I Benè Menashe.
Raccogliere tutte le tribù ebraiche disperse (Falashmura, Igbu, Lemba ecc) è compito precipuo di ogni ebreo e dello Stato d’Israele: esistono delle ricerche in merito a tutti i gruppi che sostengono di essere di origine ebraica e di essere proprio ebrei. Per inciso, quando ero rabbino di Napoli, è successo a me di accogliere dei nigeriani appartenenti agli IGBU che si erano presentanti in Sinagoga, dotati di tallet e che volevano prendere parte alle preghiere pubbliche. Questo è un campo in cui si è fatto poco o niente: una commissione del Governo di Israele ha analizzato la situazione oggi ed ha ottenuto dei risultati molto interessanti: milioni di persone sono di origine ebraica e molte potrebbero essere interessate a trasferirsi in Israele o in altre Comunità ebraiche del Mondo. Questa azione deve essere fatta di comune accordo tra Diaspora e Israele. Molte di queste persone non hanno mai rinunciato al loro diritto di ritorno alla terra dei padri. Lo Stato di Israele è l’unico stato che riconosce questo diritto: d’altra parte gli ebrei del mondo arabo sarebbero rimasti volentieri nei loro paesi natii se non fossero stati perseguitati. Lo stesso valga per le centinaia di migliaia di ebrei spagnoli cacciati a varie riprese dalla Spagna, dove hanno lasciato vestigia molto importanti. Quindi è giusto che Israele ne tenga conto. Non dimentichiamo che i paesi europei (Spagna, Francia, Gran Bretagna, Portogallo, Italia) hanno colonizzato paesi dell’Africa, dell’Asia e dell’America latina trasferendo una parte della propria popolazione nei paesi conquistati.
Il fatto più importante è trasmettere una immagine vera di ciò che ha realizzato nella storia il popolo ebraico e oggi in particolare in Israele, nonostante le aggressioni continue sia nei confini dello Stato sia all’estero. La sensazione con cui un bambino va a dormire in Israele è che non sa se vedrà la luce del sole li giorno dopo.
Gli aggressori del Setteottobre hanno ricevuto una educazione all’odio fin dai tempi delle scuole primarie: per risolvere il conflitto alla radice è necessario educare i bambini ad amare e non a odiare. Questa è la conditio sine qua non. Altrimenti i conflitti continueranno e si aggraveranno.
Scialom Bahbout