NES Noi Ebrei Socialisti
אנחנו יהודים סוציאליסטים
IL NES DI PURIM, QUANDO
SI DEMOLISCONO LE CALUNNIE
PURIM 2025
ALLA COMUNITA’ EBRAICA DI NAPOLI
CON GLI AMICI DEL NES
“e Ester la riferì al Re a nome di Mordechai”
(Meghillàt Estèr 2,22)
ovvero:
“Chiunque riferisca una cosa a nome di chi l’ha detta
porta la salvezza nel mondo”
(Avot 6,6)
Presso la porta del Palazzo, dove viveva la regina Ester, Mordechai ascoltò due eunuchi, Bigthan e Teresh, che cospiravano contro la vita del re Achasverosh. Mordechai riferì la cosa ad Ester, raccomandandole di dirlo al re; e poiché Ester la riferì al re a nome di Mordechai (Meghillàt Estèr 2,22), il complotto fu sventato, i cospiratori furono arrestati e giustiziati e il re fece annotare nel Libro delle Cronache che Mordechai gli aveva salvato la vita. Per questo episodio il re più tardi premiò Mordechai.
…”e Ester la riferì al Re a nome di Mordechai” significa, spiegano i Maestri, che “chiunque riferisca una cosa a nome di chi l’ha detta porta la salvezza nel mondo” (Avot 6,6) cioè che citare le fonti è vitale.
L’alterazione fortuita o la manipolazione artificiosa di fatti e notizie sono sempre esistiti, come ad esempio l’omissione o la diffusione di falsi indizi, di tracce e di notizie a fini economici o di propaganda politica, per dar forza o delegittimare personaggi pubblici. Eppure, il fenomeno delle fake news desta preoccupazione crescente e sembra inarrestabile e ovunque ci si interroga su come arginare questo inquietante fenomeno: sui social media si diffondono notizie false e con l’intelligenza artificiale si è ormai in grado di manipolare testi, immagini, audio, video e persino di inventare o indirizzare verso false teorie complottiste e razziste.
Le notizie false, persino quelle vere se riferite con malizia e ostilità, alimentano immaginifiche teorie complottiste e reali macchinazioni, come quella di Haman a danno del popolo ebraico:
“Haman disse allora al re Achashverosh: esiste un popolo sparso e diviso fra i popoli, in tutte le province del tuo regno, e le sue leggi sono differenti da quelle di ogni altro popolo e non eseguono le leggi del re e al re non giova tollerarlo. Se al re piace si scriva che lo distruggano …” (Meghillàt Estèr 3,8-9).
Colpiti sin dai tempi di Haman da insinuazioni mendaci o denigratorie, gli ebrei ne subiscono le tragiche conseguenze: l’antisemitismo non è che un’immensa calunnia a danno di un popolo. Le tre principali accuse di sangue – deicidio, omicidio rituale, genocidio – sono esempi eclatanti di fake news organizzate ad arte in una teoria del complotto e in un processo criminale secolare che perdura fino ad oggi.
Contro il proliferare di false informazioni e a protezione della originalità e genuinità delle fonti, l’ebraismo offre un impianto assai sofisticato di norme, come quelle relative al divieto di commettere falsa testimonianza e al divieto di fare maldicenza e quelle sulla catena di trasmissione: Moshè ricevette la Torà dal Sinai e la trasmise a Yehoshua, e Yehoshua agli Anziani, e gli Anziani ai profeti, e i profeti la trasmisero agli Uomini della Grande Congregazione. Questi solevano dire tre cose: “Siate cauti nel giudizio, createvi molti discepoli e fatevi un argine (di protezione) alla Torà”
Questo complesso articolato di regole, non ultima riferire una cosa a nome di chi l’ha detta, ci protegge dal proliferare di notizie mendaci, di calunnie e diffamazione. Non è mai troppo tardi per dar credito a questi insegnamenti “deontologici”, attuali e validi per tutti.
Il NES, per regolamento, vieta e rigetta qualsiasi forma di lashon harà (maldicenza).
Valentina Sereni e Delfina Piu
NES Noi Ebrei Socialisti
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