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Peace for our time

Essere distratti allunga la vita; non capire ne garantisce la gioia. Il brulicare, negli atenei e nei centri di ricerca, di centri pacifisti, di tavoli per la pace, di dottorati irenisti,  i quali qualche volta convergono nel rovesciare su Israele accuse di ogni tipo, comprese quelle infamanti di Apartheid e di genocidio, e che non percepiscono l’ironia insita nel coniugare il proclama arcobaleno col desiderio di isolare Israele,  pur dovendo sapere che porta alla morte degli ebrei. Ebrei uccisi con le auto, ebrei pugnalati alle spalle, ebrei vittime di bombe negli autobus, ebrei rapiti e violentati. Non sfiorati, loro, dal sospetto di essere spinti da una coazione a ripetere nei riguardi degli ebrei. Non sfiorati dal sospetto che ciò che fanno loro è stato ripetuto nei secoli: non sono affatto originali. Ebrei accusati di genocidio, perché l’accusa di deicidio è prescritta. Qui sotto, Neville Chamberlain riassume tutta l’ignavia di un mondo, al  quale, dopo la fine del 1945, mancheranno all’appello tanti (troppi) milioni di persone. Sotto la coperta del pacifismo – ma non è una novità – si raccolgono non soltanto quelli che vogliono avvicinare le parti ebraica e araba, ma talvolta pure quelli che ripetono infaticabili le accuse contro Israele, sperando sempre di trovarne una nuova. P.S.: Soggiunse: Ora vi consiglio di tornare a casa e dormire tranquillamente nei vostri letti”. Mentre la Gran Bretagna dormiva, l’esercito tedesco marciò in Cecoslovacchia per “conquistare pacificamente” i Sudeti. Nel marzo 1939, Hitler annesse il resto della Cecoslovacchia, e due giorni dopo l’ingresso dei nazisti in Polonia, il 1° settembre 1939, il primo ministro parlò nuovamente alla nazione, ma questa volta per chiedere solennemente una dichiarazione di guerra britannica contro la Germania. Fu lo scoppio della seconda guerra mondiale.