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Hamas, un nobile partito austero e democratico

da: MOSAIC, 24 giugno 2024

Vien detto:

Nel 2022, Neil Rogachevsky ha scritto un articolo per Mosaic intitolato “Check-in on Thomas Friedman”, in cui esaminava attentamente il commento del veterano editorialista del New York Times su Israele. Il punto cruciale dell’argomentazione di Rogachevskij era che gli analisti seri di governi e leader stranieri “devono cercare di comprendere le loro motivazioni come fanno loro stessi”, qualcosa che “Friedman non riesce a fare”. Due anni dopo, questo stesso fallimento è stato drammaticamente mostrato nell’ultimo articolo di Friedman, in cui immagina di interrogare il leader di Hamas Yahya Sinwar dopo il ritiro israeliano da Gaza e la successiva dichiarazione di vittoria di Sinwar.”

Friedman ipotizza, in modo credibile, che “dopo che Sinwar emergerà dal suo tunnel, molti abitanti di Gaza vorranno prenderlo a pugni per il disastro che ha causato loro”. Ma Friedman sembra dimenticare che Hamas avrà ancora le armi e andrà ad arrestare, torturare e uccidere qualsiasi aspirante pugile che osi esprimere le proprie opinioni. Allo stesso modo, Friedman ha ragione nel dire che “Sinwar e solo Sinwar saranno responsabili” dei fallimenti della ricostruzione postbellica e della possibile mancanza di cibo, acqua corrente e così via. Ma quando mai un tale senso di responsabilità ha influenzato le decisioni di Hamas, o ha dissuaso i critici di Israele dall’incolpare Israele, piuttosto che Hamas, per i problemi di Gaza?

Friedman ha mostrato la stessa ottusità in aprile, quando ha affermato che Hamas e l’Iran si sarebbero “sgonfiati” se Israele avesse perseguito le sue politiche preferite in Cisgiordania – come se Hamas non avesse appena iniziato una guerra con l’obiettivo esplicito di far soffrire i palestinesi. in modo che l’opinione pubblica si rivolgesse contro Israele.

Le opinioni di Friedman non sarebbero particolarmente degne di nota se non fossero condivise dai funzionari dell’amministrazione Biden. All’inizio di questo mese, il Segretario di Stato Antony Blinken si è chiesto ad alta voce in una conferenza stampa se Sinwar “farà ciò che è necessario. . . per contribuire a porre fine alla sofferenza delle persone, per contribuire a portare una vera sicurezza sia agli israeliani che ai palestinesi” – quando Sinwar ha già chiarito in parole e fatti che è ansioso di infliggere sofferenza ai palestinesi finché anche Israele soffre.

Ma qualche perplessità e qualche punto andrebbero aggiunti: 

desta stupore che ormai si parli di Hamas come se fosse un partito politico italiano anziché di una massa di tagliagole fanatici; parte della responsabilità risiede nella distorsione continua ultraventennale da parte dei mass media su ciò che accade a Gaza.  Qui, Israele non poteva farci nulla. Se ci fosse stata indignazione per i continui lanci di un numero infinito di razzi da un territorio dal quale Israele si era ritirato unilateralmente, non ci troveremmo a questo punto. L’attuale catastrofe non ci sarebbe stata se non fosse stata narcotizzata l’opinione pubblica, sostenendo che Gaza fosse una prigione a cielo aperto – un’assurdità, visto che ha una frontiera con l’Egitto – rimuovendo il fatto che Israele approvvigionava Gaza mentre Gaza ricambiava bombardandola. Si vede che il grado di odio verso Israele acceca. Ad esempio, in un programma Rai, un giornalista ha sostenuto che il sette ottobre 2023 Hamas avrebbe attaccato gli insediamenti dei coloni.  Evidentemente,  non si è studiato a sufficienza per capire che non vi è il solo spartiacque fra storia e preistoria, quando si è varcato la soglia fra i disegnini sulla pareti delle caverne e l’invenzione della scrittura. Prima ancora, si era inventata la parola, ed è evidente che, dopo  una tale invenzione, si potrebbe pure capire – basta la prima elementare – che le parole sono tutt’altro che innocue. Invece no, non lo si capisce. Questo  però, dovrebbe essere un dato scontato, laddove non si arriva a capire che il disastro cui assistiamo era esattamente quello che voleva Hamas, avendo capito che non era sufficiente sparare su Israele, era necessario stuprare, mutilare, legare i bebè e dar loro fuoco, prendere donne vecchi e bambini (oltre agli adulti di mezz’età) violentarli, torturarli e ucciderli.  I pacifisti dicono di no all’invio di armi e di soldati, ma non si sono ancora espressi sull’invio di psichiatri e psicofarmaci. Non è una boutade, perché nessuno nega, quanto meno nei bar e nelle bocciofile, che sono i pazzi a scatenare le guerre.