“Un cessate il fuoco lascerebbe Hamas al suo posto, con la loro ambizione di perpetrare altri attacchi terroristici come quelli del 7 ottobre; dunque non puoi avere un cessate il fuoco immediato e una soluzione basata sui due Stati, sono mutuamente incompatibili” (David Cameron, ministro degli Esteri britannico, Corriere della Sera, 20 dicembre 2023, p. 3).
Quelli che invocano il cessate il fuoco, perché non l’hanno fatto quando Hamas, dal 2001, lanciava e continua a lanciare i suoi missili, seminando morte e terrore? Perché uccidere gli ebrei non è un problema, e hai voglia a scrivere “jewish lives matters”. Quanta ipocrisia in chi invita a cessare il fuoco, invocando motivi umanitari, mentre fa scendere il silenzio sul sadismo del 7 ottobre.
Da ultimo, Hamas ha rifiutato la tregua, mettendo in ridicolo tutti i suoi cripto simpatizzanti i quali sostenevano le motivazioni più inverosimili (“vogliamo aiutare gli ostaggi“: figurarsi). Dapprima, Piero Fassino (Gianluca De Rosa, Il Foglio 20.12.2023) sulla tregua aveva detto: “è come dire: la prossima volta fate un attentato più grosso che la Palestina la facciamo entrare nella UE”. Notare che Fassino fa rima con vino e, visto che lui è rosso, col tempo non fa che migliorare.
In cauda venenum: Hamas ha appena bombardato Tel Aviv: le scritte “cessate il fuoco” hanno una postilla che indichi il destinatario? lo domando perché, purtroppo, queste scritte potrebbero indicare una qualche vaga simpatia per i perfidissimi ebrei.