Masha Gessen, un’intellettuale brillante dall’identità sessuale complicata (non binaria e trans) nemica della Russia di Putin, ha destato polemiche per aver definito Gaza come un ghetto sulle pagine del New Yorker. Ha anche scritto “Ma, dopo essere passato dal video inquietante del Kibbutz Be’eri alle sferraglianti facce di ferro, ho pensato alle migliaia di residenti di Gaza uccisi come rappresaglia per la vita degli ebrei uccisi da Hamas. Poi ho pensato che, se lo avessi affermato pubblicamente in Germania, avrei potuto finire nei guai. Il B.D.S. Il movimento, che si ispira al movimento di boicottaggio contro l’apartheid sudafricano, cerca di usare la pressione economica per garantire pari diritti ai palestinesi in Israele, porre fine all’occupazione e promuovere il ritorno dei rifugiati palestinesi. Molte persone ritengono che il B.D.S. movimento problematico perché non afferma il diritto dello stato israeliano all’esistenza – e, in effetti, alcuni sostenitori del B.D.S. i sostenitori prevedono un totale annullamento del progetto sionista. Tuttavia, si potrebbe sostenere che associare un movimento di boicottaggio non violento, i cui sostenitori lo hanno esplicitamente posizionato come alternativa alla lotta armata, con l’Olocausto sia la definizione stessa di relativismo dell’Olocausto. Ma, secondo la logica della politica tedesca sulla memoria, poiché il B.D.S. è diretto contro gli ebrei – sebbene anche molti sostenitori del movimento siano ebrei – è antisemita. Si potrebbe anche sostenere che l’intrinseca fusione degli ebrei con lo Stato di Israele sia antisemita, anche se soddisfa i criteri della definizione I.H.R.A. di antisemitismo . E, dato il coinvolgimento dell’AfD e il modello della risoluzione utilizzata in gran parte contro gli ebrei e le persone di colore, si potrebbe pensare che questo argomento guadagnerebbe terreno. I nazisti sostenevano che i ghetti erano necessari per proteggere i non ebrei dalle malattie diffuse dagli ebrei. Israele ha affermato che l’isolamento di Gaza, come il muro in Cisgiordania, è necessario per proteggere gli israeliani dagli attacchi terroristici compiuti dai palestinesi. L’affermazione nazista non ha alcun fondamento nella realtà, mentre quella israeliana deriva da atti di violenza effettivi e ripetuti. Queste sono differenze essenziali. Eppure entrambe le affermazioni propongono che un’autorità occupante possa scegliere di isolare, immiserire – e, ora, mettere in pericolo mortale – un’intera popolazione in nome della propria protezione. I nazisti sostenevano che i ghetti erano necessari per proteggere i non ebrei dalle malattie diffuse dagli ebrei. Israele ha affermato che l’isolamento di Gaza, come il muro in Cisgiordania, è necessario per proteggere gli israeliani dagli attacchi terroristici compiuti dai palestinesi. L’affermazione nazista non ha alcun fondamento nella realtà, mentre quella israeliana deriva da atti di violenza effettivi e ripetuti. Queste sono differenze essenziali. Eppure entrambe le affermazioni propongono che un’autorità occupante possa scegliere di isolare, immiserire – e, ora, mettere in pericolo mortale – un’intera popolazione in nome della propria protezione.”
Le è stato efficacemente risposto che nessuno tranne Gessen ha visto razzi che volassero dai ghetti ebraici verso la Germania nazista e non si può dire che nei ghetti si stesse diffondendo un’ideologia di annientamento estesa ben oltre una banda di terroristi» ma non è bastato. Puntare su schemi logici non è soltanto un sistema superato, ma è pericoloso per la carriera. Non c’è più la banalità del male, sostituita dalla caccia al pensiero banale. Altrimenti i geni incompresi correrebbero il solito pericolo mortale: quello che qualcuno li capisca.
Sta di fatto che le si doveva assegnare il Premio Hanna Arendt, vi è stato qualche ripensamento e, alla fine, si è deciso di confermarne l’assegnazione, ridimensionando però la cerimonia di premiazione. Sennonché, per chi abbia dimestichezza con la vita, la storia e la produzione scientifica di Hannah Arendt, l’assegnazione alla Gessen di un premio intitolato alla Arendt potrebbe non essere sbagliata, alla luce sia del grandissimo talento di costei, sia della sua consuetudine di incolpare la vittima. Perché lo faceva? E, soprattutto, lo faceva realmente? Per me , sì, ma sono troppo piccolo per dar peso alle mie stesse parole; quanto a perché lo facesse, risponderei con una sciocchezza, tipo: se un intellettuale la pensasse come un conducente d’autobus, non sarebbe un intellettuale e pertanto, se tale conducente dicesse che due più due fanno quattro, sarebbe igienico discostarsene. Non a caso, per porvi rimedio, esiste la democrazia, dove io conto quanto la Gessen. Intendiamoci, Masha Gessen non è una persona qualunque, è un’intellettuale di valore, che si batte per la libertà. Criticandola, esercito la mia, di libertà e così mi batto per la sua stessa causa. Intanto, la Russia ha spiccato un mandato d’arresto nei suoi confronti per aver diffamato l’esercito russo. Dove si sentirebbe più tranquilla, a Mosca o a Tel Aviv? Forse a Gaza.
Sullo stesso New Yorker, Emma Green, scrive oggi dei campuses e, nel barcamenarsi, dice pure questo:” In generale, molti dei gruppi di difesa filo-palestinesi più accesi includono organizzatori ebrei. Ma altri studenti e docenti ebrei in piccoli campus si sentono presi di mira personalmente dall’attivismo filo-palestinese. “Ci sono adesivi dappertutto, dappertutto, che dicono cose come ‘I donatori sionisti smettano di censurare gli studenti furbi’. Ma sappiamo tutti che quando c’è scritto ‘sionista’, significano ‘ebreo’,” un professore astuto, che ha chiesto di restare anonimo. , Dimmi. “Siamo stati totalmente e completamente traditi dalla sinistra. Non abbiamo alleati. Siamo qui da soli.” Un volantino affisso nella scuola di assistenza sociale di Hunter conteneva l’affermazione che “Israele è uno stato costruito per mettere gli ebrei al di sopra di tutti gli altri”. Fuori dal campus Hunter, un poster degli ostaggi tenuti a Gaza è stato deturpato con svastiche. Merav Fine Braun, a capo della Hunter’s Hillel, un’organizzazione universitaria ebraica, mi ha detto che riceve ogni giorno dalle quindici alle venti segnalazioni di graffiti antisemiti. Molti studenti ebrei hanno a cuore i diritti dei palestinesi e sono critici nei confronti del governo israeliano, ha detto, ma non ritengono che ci sia spazio per loro per impegnarsi nelle proteste. “I canti che sentiamo in alcune di queste manifestazioni sono discorsi di incitamento all’odio”, ha detto. “Quando dici qualcosa come ‘Globalizzare l’Intifada’ o ‘Dal fiume al mare’, e se non riconosci Hamas come organizzazione terroristica – cosa che gli studenti non fanno – è lì che quella linea grigia diventa davvero nera e bianco.” Gli studenti ebrei, ha detto, interpretano frasi come queste “come minacce dirette”. Tutto questo ha a che vedere con la Gessen? Purtroppo sì, perché è il fanatismo che si annida dietro l’assalto all’arma bianca alla logica in tutte le sue declinazioni, a far piccola l’America. Un’America e un Occidente che rendono omaggio alle dittature, perché la loro visione pauperistica ha radici religiose, e quindi non è sottoposta ad alcun dibattito, come non lo è alcun dogma. In fondo, la loro Stella Polare sono i Brics (Brasile, Russia, India e Cina) . Quelle loro, però, non sono, in questo momento delle storie di successo. Quelle dell’Occidente, Israele (orientale) compreso sì. La loro unica speranza, cara Masha, è che il mondo libero comperi la narrazione Brics sulla sua decadenza, nel qual caso Masha avrà dato il suo piccolo contributo, laddove dimentica che se Gaza è una prigione, i suoi carcerieri non sono gli israeliani ma Hamas. Masha Gessen, che potrebbe affascinare per la sua identità sessuale complicata, per l’identità politica non ha optato per la via della semplicità bensì per una sua sfumatura semplicistica. Va bene?