Bestialità preistorica e ignoranza crassa vanno a braccetto. L’orgia omicida, ricca di bebè decapitati, di grida “uccidi l’ebreo”, ha avuto luogo nel Kibbutz Kfar Aza. La vita nel kibbutz era segnata dai periodici bombardamenti di Hamas, stante la sua vicinanza a Gaza. Gli autori e i sodali di chi ha festeggiato questa orribile strage pertengono, per lo più alla sinistra. Questa loro vicinanza alla bestialità non avrà consentito loro di approfondire l’argomento della natura dei kibbutzim. In sintesi, sono società comuniste, in quanto ciascuno dà quanto può e riceve ciò di cui ha bisogno. Si tratta dell’unico progetto comunista che abbia riscosso successo e dell’unico progetto comunista basato sulla libertà e la democrazia. Perché tanta ostilità da sinistra, allora? Potremmo rinvenire questo odio maniacale nell’ostilità verso la società aperta, che è il vero nemico, il vero contraltare della faccia autoritaria del marxismo – leninismo. Dei due versanti opposti e contrastanti che troviamo in Karl Marx, quello umanista e quello feroce, il primo è confluito nella socialdemocrazia laburista, il secondo nella sinistra violenta. La quale sinistra violenta non ha per nemico il capitalismo, bensì la società aperta sulla quale versare le sue frustrazioni, il suo odio, il suo fascino per la morte e la violenza. Così, ci troviamo con l’apparente paradosso di una (figura di) sinistra che esulta per una strage su persone indifese, addirittura su neonati, i quali ontologicamente appartengono al comunismo. Sennonché, più di ogni ragionamento, prevale in loro il freudiano istinto di morte, forte abbastanza da prevalere su ogni altra pulsione.
Quanto a Israele e agli israeliani, ascoltiamo inviti alla moderazione, e questo si capisce, purché si capisca che dopo l’Olocausto, gli ebrei hanno deciso di non farsi ammazzare senza reagire. Di questo, non si parla mai, ma non per ignoranza bensì per una mera pedestre mala fede.
Infine, i kibbutzim sarebbero dovuti tornare alla loro funzione primigenia, ovvero ad una delle loro funzioni: la difesa del territorio. Se l’avessero conservata, le belve di Hamas avrebbero avuto una vita meno facile. In qualche kibbutz non vi è alcun controllo all’ingresso, meno ancora di quanto vi sia nei quartieri argentini del tipo di Pueblo Chico, dove vi sono reticolati tutt’attorno e guardie armate ai cancelli. La vita va avanti e indietro, e talvolta tornare indietro non è necessariamente un regresso. Purtroppo, i morti ammazzati non torneranno, e le belve di Hamas hanno ancora dei fanciulli ebrei fra le loro schifose grinfie. Si dice in TV che anche Israele compie opere empie, ma non mi sembra che gli ebrei sequestrino fanciulli e li tengano come ostaggi. Hai voglia, Enrico Mentana, a dire che Israele non deve ricorrere alla legge del taglione, dimenticando: a) che Israele ha leggi penali laiche, e non è come nella Carta dell’OLP, che chiarisce come loro applichino la Sharia, b) taglione o taglino, Israele non rapisce i bambini. Forse dovrebbe domandarsi il perché di queste sue affermazioni; io lo posso immaginare, ma so di poter sbagliare.