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Giorgio NAPOLITANO 1925 -2023

  • Opinioni

Vicino al secolo, è mancato l’ex Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano.  Di estrazione alto -borghese, beneficia di un clima culturale elevato, che contribuisce a spiegare come, anche tenendo conto dell’attaccamento profondo al Partito Comunista, sia stato in grado di non farsi mai condizionare, riuscendo a far evolvere le proprie posizioni senza inutili traumi e polemiche. E’ stato un uomo al di sopra di ogni piccolezza , rispondendo sempre ad ogni attacco con grande senso della misura, forse perché qualsivoglia meschinità era per forza di cose estranea ad una figura tanto solida e virtuosa.  Non è quindi da sorprendersi, contrariamente a quanto, pur in buonissima fede fu asserito da parte ebraica, se disse   “ciò che mi pare più che mai attuale è l’accento che ho posto sulla necessità di una battaglia ininterrotta e conseguente contro l’antisemitismo in qualsiasi sua veste e forma. E ho in particolare sempre inteso come non separabile da quella aberrazione storica anche l’ideologia dell’antisionismo, vero e proprio travestimento dell’antisemitismo, al cui rifiuto si rende formale ossequio, ma che in realtà si esprime negando le ragioni storiche della nascita stessa dello Stato di Israele, e quindi della sua vita indipendente e della sua sicurezza. Purtroppo anche la recente risoluzione dell’Unesco si è iscritta in quella mistificazione. Altro elemento decisivo ho considerato e considero il partire da qualsivoglia critica della concreta e discutibile politica del governo d’Israele per colpire valori, preziosi per l’occidente democratico, da non confondere mai con polemiche contingenti e fuorvianti. Non a caso le espressioni più mature del mondo palestinese, e l’Europa, si sono riconosciute in una prospettiva di pace definita “due Stati, due popoli”: la sola che drasticamente esclude qualunque messa in questione della realtà storica, culturale e politica dello Stato d’Israele”.

Non aveva scordato,  l’uomo di sinistra Napolitano, che i kibbutzim di Israele erano e sono il solo esperimento comunista riuscito: “da ciascuno secondo  le proprie possibilità e a ciascuno secondo le sue necessità”. Ma quale sorpresa? Napolitano impartisce ancora una lezione di vita a chi è rimasto, con grande immaturità, ancorato alle ideologie della gioventù, fossero esse di destra o di sinistra. Enrico Berlinguer disse una volta di sentirsi orgoglioso di essere rimasto fedele alle sue idee giovanili; Napolitano non lo disse, perché era au dessus de la melée, ma scommetto che avrebbe potuto dire: “sono orgoglioso di aver anteposto il ragionamento e la moralità ad ogni spinta di segno diverso”. Se l’incapacità di evolversi è rimasta intatta, quale ferita lacerante di tanta destra e di tanta sinistra, questo non è stato il caso di cotanto gigante, che continuerà a essere un esempio di come dovrebbe essere un politico. Visto che ora il PD crea una scuola di partito, forse non farebbe male a cercare un responsabile che pensi di ispirarsi alla classe davvero poco comune di questo grande Uomo. I riconoscimenti non gli mancarono mai, e anche noi, nella nostra piccolezza e nella nostra meschinità, gettiamo commossi un fiore virtuale sulla Sua tomba.

Emanule Calò