Dal 1993 negli USA è andata in onda The Nanny , dove una modesta ragazza viene assunta come governante di un agiato produttore vedovo con tre figli . La versione italiana è intitolata La tata, e si discosta parecchio dall’originale. Nell’originale l’attrice Fran Drescher, ideatrice e produttrice dello show, interpreta Fran Fine, e proviene da una umile famiglia ebraica. Nella versione italiana si chiama Francesca Cacace ed è di origini ciociare. Eppure nell’originale appaiono cerimonie ebraiche e finanche si allude ai kibbutzim. Tutto questo è venuto a galla perché Fran Drescher è a capo dello sciopero a Hollywood del sindacato Sag – Aftra. Aldo Grasso sul Corriere del 17 luglio 2023 scrive che “oggi un’operazione di riscrittura come quella de “La Tata” sarebbe impensabile (cancel culture?) eppure senza quella decontestualizzazione la sit-com non avrebbe avuto il successo che ha avuto da noi..” Grasso è un critico apprezzabile da ogni punto di vista, anzi, direi pure che per me è straordinario. Vorrei soltanto soggiungere che andrebbe dimostrato che lo spirito dei tempi sia mutato (Grasso discorre di politicamente scorretto e di disinvoltura) così come andrebbe dimostrato che una tale scelta non sia frutto di studi, obbligati, necessari, di marketing. Qui la colpa, se di colpa si potesse parlare, sarebbe di nessuno ma di tutti, laddove si ipotizzasse che un’eccessiva caratterizzazione ebraica potesse essere sgradita. Oppure, si potrebbe pure ipotizzare che essendo la cultura ebraica ben nota negli USA e del tutto sconosciuta in Italia, gli spettatori non sarebbero stati in grado di seguire alcunché. Infine, dato che gli ebrei in Italia sono raffigurati solo come vittime (non se ne può più, ma in un Paese che trabocca di retorica lo si capisce) i responsabili del marketing non avevano molte altre scelte. Quindi, questi ultimi non avrebbero fatto ricorso alle forbici, bensì al Rasoio d’Occam.