Abstract: In recent weeks we have witnessed dramatic changes in UCEI (Union of Italian Jewish Communities) communication, characterized by: a) suspension of Moked’s daily columns, b) communications in this regard, c) change in the direction of Pagine Ebraiche d) dissemination of a notice in order to engage a new media Director.
Nelle scorse settimane abbiamo assistito a cambiamenti poderosi nella comunicazione UCEI, connotati da: a) sospensione delle rubriche quotidiane di Moked, b) comunicati a tale riguardo, c) cambiamento nella direzione di Pagine Ebraiche d) diffusione di un bando: “L’Unione delle Comunità Ebraiche Italiane ricerca e seleziona n. 1 Direttore delle testate editoriali UCEI.
La figura ricercata ha una solida e comprovata esperienza nel campo del giornalismo e delle pubblicazioni editoriali, unita a una profonda conoscenza della cultura ebraica. Ricoprirà il ruolo di responsabile diretto della pianificazione e del coordinamento della comunicazione editoriale dell’Ente UCEI, nonché della gestione delle testate giornalistiche dell’Ente, inclusi notiziari, riviste e pubblicazioni online; avrà inoltre il compito di organizzare e garantire i servizi di rassegna stampa dei quotidiani e quelli dell’Ufficio Stampa UCEI“. Sono invitati a partecipare al bando i candidati che sono in possesso di uno o più dei seguenti requisiti:
• Laurea /Istruzione e formazione in giornalismo, comunicazione, letteratura o campo correlato.
• Esperienza professionale consolidata nel campo del giornalismo e delle pubblicazioni editoriali, con
una conoscenza specifica dell’ebraismo italiano nonché delle tematiche culturali correlate, con
riferimento anche alla realtà israeliana e a quella internazionale.
• Capacità di gestire un team e di lavorare in gruppo, valorizzando in particolare i giovani.
• Eccellenti competenze editoriali e di scrittura, con una capacità comprovata di produrre contenuti di
alta qualità.
• Conoscenza delle normative e degli standard etici del giornalismo.
• Orientamento verso l’innovazione e l’adattamento alle nuove tendenze dei media.
• Ottima capacità di networking e di sviluppo delle relazioni.
• Conoscenza dell’inglese e dell’ebraico.
• Competenza informatica avanzata e differenziata.”
Non vediamo il requisito dell’iscrizione all’albo, ma potrebbe essere una nostra svista. Ciò che potremmo sottolineare è l’esistenza di questo precedente: MIUR: Linee Guida sul contrasto all’antisemitismo nella Scuola (Testo elaborato dal Comitato paritetico MI-PdCM- UCEI sotto la guida della Coordinatrice Nazionale per la lotta all’antisemitismo nell’ambito del Protocollo tra MI, Coordinatrice e UCEI) Novembre 2021. 1.3 ODIO VERSO LO STATO DI ISRAELE
Il pregiudizio antisemita compie una falsa e arbitraria equazione quando identifica i cittadini appartenenti alle comunità ebraiche con Israele, in quanto Stato o nazione. Ciò fa da sfondo a un processo di identificazione e colpevolizzazione delle comunità ebraiche nel mondo in relazione al conflitto mediorientale. Si può parlare quindi di un “nuovo antisemitismo” quando a Israele è negato il riconoscimento e il diritto di esistere, indipendentemente dalle azioni dei suoi governi, legittimamente criticabili. Lo Stato di Israele viene identificato con l’ebreo collettivo e le immagini negative che un tempo avvolgevano gli ebrei e l’ebraismo sono state trasferite sullo Stato ebraico. Analogamente, si assiste a un’errata e distorta equiparazione del “sionismo” – il movimento di indipendenza nazionale che ha portato alla nascita dello Stato di Israele – ad un movimento “razzista”, “colonialista”, imperialista”. In questi
casi il sionismo viene de-storicizzato e reso “eccezionale”, senza comprenderne i caratteri analoghi ai movimenti che tra l’Ottocento e il Novecento hanno portato alla nascita di diversi Stati, tra cui l’Italia con il Risorgimento. Sono quindi manifestazioni di questa forma di antisemitismo demonizzare e delegittimare lo Stato di Israele in quanto tale, con forme e contenuti equivalenti alla negazione del diritto all’esistenza e all’autodeterminazione. Non è in discussione il diritto/dovere alla critica verso i singoli governi israeliani e le loro politiche, ma occorre evitare che tali critiche possano riversare i loro effetti su tutti gli ebrei. La critica è invece legittima quando esercitata in modo argomentato e riferita a fatti specifici addebitati al Governo israeliano, senza amalgama con il pregiudizio antisemita”.
Ne consegue che oltre alle forme (per semplificare malamente) il candidato dovrebbe attuare anche dei contenuti prestabiliti, fra i quali l’ultimo qui riportato. Questo quanto a forme e contenuti. Quanto al profilo personale, possiamo parlare di Guido Vitale; anche chi (legittimamente) è in disaccordo con lui, gli riconosce una notevole personalità, il che è centrale nell’assolvimento dei compiti del buon giornalista. Noi possiamo testimoniare anche della sua generosità e tolleranza, tanto più che lo facciamo non certo per captatio benevolentiae, visto che non è più nell’establishment (diciamo) ma per rispetto della persona e del suo lavoro. Il resto, soleva dire Maurizio Costanzo, “è vita”.