IN THE SHADOW OF THE CAESARS 1
Ho avuto il grande onore di essere invitato, lunedì 26 giugno prossimo, a partecipare a una Tavola Rotonda presso la Hevràt Yehudé Italia be-Israel di Gerusalemme, nella quale si parlerà dell’ultimo, poderoso libro di Samuele Rocca, intitolato In the Shadow of the Caesars. Jewish Life in Roman Italy (Brill, Leiden/Boston, 2022). Parteciperanno alla discussione, oltre a me e all’autore, i Colleghi e amici Francesco Fasolino (studioso, di fama internazionale, di storia giuridica e visioni ideologiche dell’impero romano) e Mariateresa Amabile (giovane ma già accreditata ricercatrice, esperta, in particolare, di legislazione De Iudaeis). Trarrà le conclusioni Giovanni Sciancalepore, Direttore del Dipartimento di Scienze Giuridiche dell’Università di Salerno (studioso di diritto comparato, anch’egli ben conosciuto ben al di là dei confini del nostro Paese).
Sarà per me motivo di grande emozione tornare nei bellissimi locali di Rehov Hillel, dove ho già avuto l’onore di parlare diverse volte, e sarà molto bello incontrare gli amici Italkìm, vecchi e nuovi. Non posso non ringraziare, per la fiducia accordatami, anche a nome dei Colleghi, il Presidente della Hevràt, Vito Anav, e tutto il Consiglio Direttivo, così come ringrazio l’amico Samuele Rocca per la stima, frutto, immagino, di una ormai antica amicizia e collaborazione scientifica, che conta una lunga serie di scambi culturali e pubblicazioni in comune. Da lui ho sempre molto imparato.
Come tutte le volte che vado a Gerusalemme (ma stavolta ci manco da quasi quattro anni), avrò la grande gioia di andare a fare visita al mio amato Maestro Alfredo Mordechai Rabello, nei cui confronti la cultura giuridica italiana e israeliana hanno un debito di riconoscenza impagabile.
Non potremo, ovviamente, nella serata del 26 giugno, parlare adeguatamente del libro di Rocca, che, per la sua ampiezza e profondità, richiederebbe lo spazio di lunghi e affollati congressi accademici. La nostra, immagino, sarà soprattutto una conversazione “inter amicos”, volta a fare emergere alcune linee di fondo di un rapporto complesso, tortuoso e controverso (a volte felice, altre volte accidentato, altre, ancora, tragico, ma sempre, comunque, denso di significato) quale quello che Moshe Hess, il grande precursore del sionismo, sintetizzò nel titolo del suo celebre libro del 1862: Roma e Gerusalemme.
Hess, com’è noto, auspicò che il popolo ebraico ritrovasse la sua libertà e indipendenza, nonché la sua rigenerazione morale, intorno alla sua eterna capitale, seguendo l’esempio di quanto aveva appena realizzato il popolo italiano, finalmente riunito. Un po’ strano, si potrebbe notare, che quello stesso popolo che da Roma fu debellato e disperso proprio dalla forza magnetica dell’idea di Roma fosse invitato a cogliere l’idea di un richiamo etico e civile, atto a garantire promozione e riscatto, e capace di muovere la storia in una direzione apparentemente impossibile. Ma la prima lezione che viene dalla storia è quella della sua contraddittorietà, imprevedibilità e ambivalenza. Come la filosofia, nella nota immagine di Hegel, può essere paragonata alla nòttola di Minerva, che vede le cose solo quando stanno morendo, così si può dire che la storia si può interpretare unicamente per il passato. Molto poco per il presente, pressoché in nulla per il futuro, E il futuro prende dal passato, a suo piacere, ciò che gli pare, secondo meccanismi imperscrutabili. Se l’angelo della storia, come dice Walter Benjamin, a proposito del quadro di Paul Klee, guarda al futuro con la testa volta all’indietro, uno storico serio non dovrebbe neanche azzardarsi a guardare al futuro. Lo può fare solo un visionario (come Mosè, Hess, Herzl, Lincoln…), perché il futuro non si può prevedere, ma si può solo, ogni tanto, costruire.
Quella effettuata da Rocca è una ricognizione a 360 gradi, condotta sulla base di un’accurata analisi delle fonti e di un’attenta riflessione sulla migliore dottrina (che, su questi temi, com’è noto, è particolarmente abbondante, spesso di alta qualità). I titoli dei capitoli in cui il libro è diviso sono i seguenti: Introduction: the Jews of Roman Italy – a New Study; 1.- The Urban Geography and the Demographic Development of the Jewish Settlement in Imperial Rome: a Diachronic Overview; 2.- The Legal Status of the Jews in Roman Italy; 3.- Jewish Social Life in Roman Italy; 4.- Reframing Judaism in Roman Italy; 5.- The Jewish Revolt: Jews and Judaism in Roman Imperial Ideology; 6.- Conclusion: the History of Jews in Roman Italy.
Mi limiterò, nelle prossime puntate, ad avanzare alcune brevi osservazioni e, soprattutto, a sollevare delle domande, sollecitate dalla lettura di un’opera di forte fascino e alto interesse, in grado di captare l’attenzione anche di un pubblico di non addetti ai lavori. Un libro, soprattutto, di grande attualità: la “Jewish life in Italy”, com’è noto, è ancora ben viva e vitale, e l’Italia continua, piaccia o non piaccia, a essere, nel bene e nel male, “Roman”. “De te fabula narratur”.
Francesco Lucrezi, storico