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Saigon Execution: la foto che fece il giro del mondo

Saigon Execution”:il 1 febbraio 1968 il generale sudvietnamita Nguyen Ngoc Loan spara ad un giovane vietcong, uccidendolo. Il fotografo Adams ritrae la scena, che fa il giro del mondo e convince gli americani che il loro intervento in Vietnam è moralmente indifendibile. Saigon cadrà nel 1975, anche a causa della lenta erosione della fiducia del popolo americano nella guerra. Nguyen Van Lem, il vietcong ucciso, aveva appena ammazzato il colonnello sudvietnamita Nguyen Tuan, la moglie e sei figli e per quella ragione Loan contravvenendo a ogni norma internazionale, lo uccise per strada. Il settimo figlio, Nguym Huang, benché colpito, riuscì a sopravvivere e, nel 2019, divenne contrammiraglio della marina degli Stati Uniti. Per decenni tutto questo non si sapeva e l’unico dato disponibile era la foto che fece vincere il Pulitzer al suo autore. Infatti, si è poi scritto che quello che le altre persone non sanno, è che l’uomo che è stato colpito dal generale Loan è Nguyen Van Lem che era un membro del Viet Cong e che ha servito come leader di un gruppo di ribelli a Saigon. La loro missione era apparentemente quella di assassinare gli ufficiali della polizia nazionale del Vietnam del Sud e di prendere di mira le famiglie di quegli ufficiali. Inoltre, è stato riferito che era stato catturato vicino a una fossa comune. C’erano sette membri anziani della polizia del Vietnam del Sud tra i morti, così come i loro familiari. Tutte le vittime erano state legate e fucilate. In argomento, vedi William M. Hammond, The Press in Vietnam as Agent of Defeat: A Critical Examination, Reviews in American History, vol. 17, no. 2, 1989, pp. 312–23 nonché Natalia Mielczarek,David D. Perlmutter, Big Pictures and Visual Propaganda: The Lessons Of Research On The ‘Effects’ Of Photojournalistic Icons. Visual Propaganda And Extremism In The Online Environment, edited by Carol K. Winkler and Cori E. Dauber, Strategic Studies Institute, US Army War College, 2014, pp. 215–32,  che ridimensionano gli effetti sull’opinione pubblica della foto di Adams. Il quale Adams si pentì: “il generale uccise il prigioniero mentre io ho ucciso il generale con la mia foto”. Morale? Ragazzo, continua a studiare.

Emanuele Calò (c) diritti riservati