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Giustizia: le proposte del Presidente d’Israele e le spinte esterne

Il Presidente di Israele Isaac Herzog avrebbe proposto un compromesso nella tenzone in corso sulla riforma della giustizia. Secondo Herzog, tra i principi inclusi nel piano ci sarebbero: la diversità della magistratura; la creazione di “fondamenti costituzionali”, importanti perché Israele manca di una costituzione formale; ancorare un equilibrio “sano” tra le autorità statali; preservare l’indipendenza dei tribunali; proteggere i diritti umani; e mantenere Israele come “uno stato ebraico e democratico, basato sui principi della Dichiarazione di Indipendenza”. Il Primo Ministro Netanyahu ha, da ultimo, invitato il suo partito, il Likud, a non attaccare i riservisti che hanno manifestato in diversi modi la loro opposizione alla riforma della giustizia. Dal canto suo, il ministro della Difesa Yoav Gallant del Likud ha rivolto critiche ai membri del governo che si sono espressi contro le proteste sollevate dai soldati riservisti, dicendo che “amo, apprezzo e sostengo i riservisti, indipendentemente dalla loro posizione politica”. Nel frattempo, si annunciano manifestazioni anche fuori da Israele per “salvare la democrazia israeliana”. Non sarebbe male sfruttare l’occasione per auspicare che si instauri la democrazia anche nei Paesi vicini a Israele, onde addivenire alla pace in questa generazione. Salvare la democrazia e instaurare la democrazia, sono obiettivi che postulano la ricerca della massima chiarezza: il punto di partenza non può che essere costituito dalla separazione dei poteri e, naturalmente, dall’indipendenza della magistratura .