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Cenni sui rapporti fra le arche e le riforme proposte in Israele

Sul retro di una botola elettronica fatta di ferro ma corrosa dalle infiltrazioni, sono riuscito a scorgere questa nota: “Nel 2023 (ma l’anno lo scrisse l’autore dell’Aleph) il governo israeliano ha approvato una serie di riforme volte a rivedere il sistema giudiziario del Paese. Le modifiche includevano l’aumento della trasparenza e della responsabilità nel sistema giudiziario, il rafforzamento dei poteri del procuratore generale e la creazione di nuove procedure per la nomina dei giudici. Il noachismo, noto anche come noachidismo, è un sistema religioso ed etico basato sulle sette leggi di Noè, che sono considerate vincolanti per tutta l’umanità. Queste leggi includono divieti contro l’omicidio, il furto e l’idolatria, tra gli altri. Non c’è un collegamento diretto tra la riforma della giustizia israeliana e il noachismo o il noachidismo. Tuttavia, alcuni sostenitori del noachismo potrebbero vedere la riforma come un passo positivo verso la creazione di una società più giusta ed equa, coerente con i valori delle sette leggi di Noè”. Sennonché, botola a parte – della quale non bisogna fidarsi, se non altro perché copre un pozzo profondissimo dove albergano bizzarre creature – quei sostenitori potrebbero vedere anche il suo contrario e noi qui non intendiamo pronunciarci perché, per farlo, bisognerebbe approfondire l’argomento; semmai, appare lecito porsi il problema e affidarsi ai saggi.

 Fra i sette precetti noachidi troviamo “L’obbligo di stabilire dei tribunali che assicurino l’ordine, la giustizia e assicurino il rispetto delle norme” (Alfredo Mordechai Rabello, Su alcune interpretazioni dei primi capitoli di Genesi nel pensiero di Rav Elia Benamozegh, La Rassegna Mensile Di Israel, vol. 68, no. 3, 2002, p. 55 ss.).

Oltre vent’anni fa, apprendiamo che “What is meant by dinim? In the same way that the Jewish people are commanded to establish courts, so too are the descendants of Noah commanded to establish courts. According to the passage from the Tosefta, the commandment of dinim requires the appointment of permanent judges who will be available to sit in judgment whenever the need arises. This, apparently, is the opinion of Maimonides”. “The Noahide obligation of dinim presumes a certain commonality between Israel and the other nations: both are commanded to appoint judges” (Law And The Noahides – Law As A Universal Value by Prof Nahum Rakoer,. The Library of Jewish Law Ministry of Justice, The Jewish Legal Heritage Society, The Jewish Legal Heritage Society, Jerusalem,1998, pp. 11 e 21).

Un affranto Alan Dershowitz  (JPost, 15 Febbraio 2023) aveva proposto un compromesso: “l’intervento legislativo dovrebbe essere consentito per decisioni che sono in gran parte politiche ed economiche, ma non per decisioni che coinvolgano libertà fondamentali.  Il confine tra questi due tipi di casi non è sempre chiaro; ci sarà inevitabilmente qualche sovrapposizione. Ma sarà abbastanza chiaro da preservare il potere del tribunale di proteggere i diritti più elementari”. Dopo aver salvato O.J. Simpson, ora il magico Alan corre in soccorso della Dea alata.

Noi, invece, ci fermiamo un po’ prima, colpevolmente incantati dai massimi sistemi: può Noè illuminarci in questo caso? Après moi le deluge, disse qualcuno. Ma non pensava né a Noè né alle bestie.

Emanuele Calò © diritti riservati