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Linee guida ministeriali sul contrasto all’antisemitismo nella Scuola

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Fra le Linee guida del Ministero dell’Istruzione del novembre 2021 sul contrasto all’antisemitismo nella Scuola, elaborate dal Comitato paritetico MI-PdCM- UCEI sotto la guida della Coordinatrice Nazionale per la lotta all’antisemitismo nell’ambito del Protocollo tra MI, Coordinatrice e UCEI, troviamo  “1.3 Odio verso lo Stato di Israele. Il pregiudizio antisemita compie una falsa e arbitraria equazione quando identifica i cittadini appartenenti alle comunità ebraiche con Israele, in quanto Stato o nazione. Ciò fa da sfondo a un processo di identificazione e colpevolizzazione delle comunità ebraiche nel mondo in relazione al conflitto mediorientale. Si può parlare quindi di un “nuovo antisemitismo” quando a Israele è negato il riconoscimento e il diritto di esistere, indipendentemente dalle azioni dei suoi governi, legittimamente criticabili. Lo Stato di Israele viene identificato con l’ebreo collettivo e le immagini negative che un tempo avvolgevano gli ebrei e l’ebraismo sono state trasferite sullo Stato ebraico. Analogamente, si assiste a un’errata e distorta equiparazione del “sionismo” – il movimento di indipendenza nazionale che ha portato alla nascita dello Stato di Israele – ad un movimento “razzista”, “colonialista”, imperialista”. In questi casi il sionismo viene de-storicizzato e reso “eccezionale”, senza comprenderne caratteri analoghi ai movimenti che tra l’Ottocento e il Novecento hanno portato alla nascita di diversi Stati, tra cui l’Italia con il Risorgimento.  Sono quindi manifestazioni di questa forma di antisemitismo demonizzare e delegittimare lo Stato di Israele in quanto tale, con forme e contenuti equivalenti alla  negazione del diritto all’esistenza e all’autodeterminazione. Non è in discussione il diritto/dovere alla critica verso i singoli governi israeliani e le loro politiche, ma occorre evitare che tali critiche possano riversare i loro effetti su tutti gli ebrei. La critica è invece legittima quando esercitata in modo argomentato e riferita a fatti specifici addebitati al Governo israeliano, senza amalgama con il pregiudizio antisemita.”

Indi, nel sito Storia e Memoria, a cura del Ministero dell’Istruzione e del merito e dell’Unione delle Comunità Ebraiche Italiane (UCEI) troviamo le Linee Guida su Genesi e Natura del Pregiudizio: https://www.scuolaememoria.it/site/it/natura-e-genesi-del-pregiudizio/

Vi troviamo: Saul Meghnagi e Odelia Liberanome, Guida per gli insegnanti
1. Enrico Manera, “Macchine mitologiche”
2. Giuseppe Tipaldo, Il pregiudizio come rifiuto della scienza
3. Enzo Campelli, Cospirazione e complotto
4. Marcello Flores, Diritti umani, razzismi, genocidi
5. Mario Toscano, L’idea di nazione
6. David Bidussa, L’immaginario sociale delle leggi razziali
7. Stefano Pasta, Razzismo online
8. Melissa Sonnino, Discorsi d’odio
9. Fabio Lucidi, Razzismo e pregiudizi nello sport
10. Diletta Tega, I diritti fondamentali della persona
11. Claudia Tedeschi, La tutela della libertà religiosa
12. Micaela Procaccia, Archivi e documenti
13. Sira Fatucci, Le “Linee guida sul contrasto all’antisemitismo nella scuola”

I materiali sono numerosi, la bibliografia è illuminante; il tutto meriterebbe un approfondimento complessivo. I punti da approfondire potrebbero riguardare il contesto internazionale. Per ora, ne abbiamo accennato; in un secondo momento,  potremmo prospettare un webinar in materia. Certo, esaurire in poche righe l’argomento sarebbe sbagliato, così come sarebbe ancor più sbagliato un mancato dibattito su un argomento che rispecchia noi tutti. Uno specchio non è un oggetto neutrale, se riflette un’immagine che altrimenti non vedremmo: dovremmo completarla, modificarla, adeguarla? Come sono congegnate queste linee? I piatti sono interessanti, ma quali ingredienti ci sono e quali non ci sono; infine, come sono stati serviti?  Una risposta sbrigativa rischierebbe di essere ingiusta ma, dal momento che le linee guida sono già storia e riflettono una weltanschauung e parlano di noi, non sarebbe forse necessario riflettervi, preferibilmente con gli stessi bravissimi autori?

Emanuele Calò (c) riproduzione riservata