La mattina del 27 gennaio 2023, dalle 10.00 alle 12.20 in occasione dell’Assemblea organizzata dalle classi del Liceo Scientifico, Scienze Applicate e Scienze Umane dell’Istituto Omnicomprensivo “Leonardo da Vinci” di Acquapendente, è stato messo in scena al Teatro Boni, la piccola perla di Acquapendente, lo spettacolo meravigliosamente messo in scena e meravigliosamente recitato, dal titolo “Ceneri alle ceneri” di Harold Pinter, riguardante l’Olocausto, con Gabriela Corini e Roberto Zorzut, regia Gabriela Corini, programmato anche per domenica 29 gennaio 2023 alle ore 17.30 (lo spettacolo è stato programmato anche dal Teatro Trastevere di Roma dal 1° al 5 febbraio 2023) Ne è seguito un dibattito col sottoscritto, volto ad approfondire con gli studenti le tematiche rappresentate, nel quale ho avuto modo di constatare l’interesse dei giovani e il loro coinvolgimento. Sempre al Teatro Boni, alle ore 21.15, è andato in scena “Voci della Memoria – testimonianze e canti in occasione della Giornata della Memoria”, a cura della Compagnia Teatrale Retropalco di Acquapendente, con la partecipazione dei cori Vox Antiqua della Scuola Comunale di Musica di Acquapendente e SS. Salvatore di Bolsena.
Sulla pièce si è detto: “Gli orrori e le violenze in forma diretta o indiretta subiti da una donna, si uniscono ai ricordi degli orrori e delle terribili violenze della persecuzione ebraica durante la Seconda guerra mondiale: attraverso l’interpretazione di “Ceneri alle Ceneri”, capolavoro del premio Nobel Harold Pinter, l’attrice e regista Gabriela Corini insieme all’attore Roberto Zorzut a rivivere a Roma un dramma che non è mai morto. Presso il Teatro Trastevere (V. Jacopa de’ Settesoli n. 3), alle ore 21:00, nell’area temporale del Giorno Della Memoria, dal 1 al 5 Febbraio 2023, viene presentata al pubblico una pièce teatrale intensa e toccante che suscita una riflessione su come poter trovare anche ai nostri giorni gli strumenti che ci consentano di contrastare il perpetrarsi della violenza alle donne ma anche quelle causate dai conflitti nei confronti dei soggetti più vulnerabili, come dimostrano i drammatici avvenimenti delle guerre che sono in corso. Una messa in scena scarna ed essenziale, come suggeriscono le note di regia dell’autore, per accentrare l’attenzione del pubblico sul travagliato rapporto dei protagonisti e sulla loro essenza umana. Nell’intimità della propria casa, una coppia improvvisamente discute e si scontra a proposito di un passato misterioso e torbido della donna, che si insinua durante una conversazione, rompendo un apparente equilibrio ed una precaria serenità di questi presunti coniugi. Per la prima ed unica volta nella sua straordinaria carriera di drammaturgo, Harold Pinter, inglese di origine ebraica, fa chiaro riferimento all’Olocausto, che ha segnato indissolubilmente la sua vita emotiva, generando il suo stile definito “teatro del disagio”. In un crescendo di pathos, la pièce si evolve, tutta di un fiato, suggerendo probabili scenari e probabili identità. Chi era l’uomo di cui la donna parla a volte come un amante, a volte come l’aguzzino? Che fine ha fatto la sua bambina? E quale il ruolo del suo presunto marito in questa storia ? Lo spettatore non avrà fino alla fine nessuna certezza, nessuna chiara risposta, restando, chiuso il sipario, ‘disturbatamente’ incantato”.
Quanto a Pinter, costui è passato da focose posizioni anti arabe a posizioni altrettanto focose anti israeliane, ma guai a confondere l’autore con la sua opera. Caravaggio è stato un genio, ma la sua vita personale non è sempre stata impeccabile. Godiamoci, intanto, le sue commedie, e riflettiamo con “Ceneri alle ceneri” come ci godiamo Caravaggio a San Luigi ai francesi. Una tranche de vie, potremmo dire. Soprattutto, pensiamo ai giovani e inculchiamo loro l’intelligenza critica, perché non diventino, come accadde per la nostra generazione, vittime di falsi profeti e reali malfattori.
Emanuele Calò © riproduzione riservata