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L’Usigrai rispolvera il Codice Etico Rai

Abbiamo preso nota di questo importante comunicato Usigrai: “Il Codice Etico Rai sulla carta vale anche per i collaboratori. Ma forse a nostra insaputa è stato abolito. L’Azienda sempre pronta a muovere contestazioni ai propri dipendenti consente carta bianca ai collaboratori. Da XX a YY che sui social irride il popolo palestinese, negando il genocidio e paragonando Gaza a Miami Beach. I telespettatori lo ricorderanno per questo e per gli oltre 300mila euro di compenso annui a fronte di ascolti irrilevanti. Esecutivo Usigrai” (abbiamo omesso i nominativi, perché non vorremmo personalizzare la fattispecie). Non possiamo che plaudire all’iniziativa, pur senza pronunciarci sul singolo caso, perché non siamo giudici di alcunché.

Il mentovato Codice Etico recita, fra l’altro: “A tal fine sono riconosciuti come obiettivi prioritari: − la libertà, la completezza, la trasparenza, l’obiettività, l’imparzialità, il pluralismo e la lealtà dell’informazione;” (..) un elevato livello qualitativo della programmazione informativa caratterizzata da una visione europea e internazionale, dal pluralismo, dalla completezza, dall’imparzialità, dall’obiettività, dal rispetto della dignità umana, dalla deontologia professionale, dalla garanzia del contraddittorio adeguato, effettivo e leale al fine di garantire l’informazione, l’apprendimento e lo sviluppo del senso critico, civile ed etico della collettività nazionale, nel rispetto del diritto/dovere di cronaca, della verità dei fatti e del diritto dei cittadini a essere informati; − assicurare una gamma di programmi equilibrata e varia in modo da garantire l’informazione e l’apprendimento”.

Quindi, ai sensi del Codice Etico Rai, non basta l’imparzialità, ma ci dev’essere il contraddittorio. Non basta il contraddittorio, ma dev’essere adeguato. E ci dev’essere lo spirito critico, che dovrebbe consistere, stando alle mie ricerche, nella capacità di analizzare informazioni e situazioni in modo razionale e obiettivo, senza accettare nulla per vero ciecamente, distinguendo i fatti dalle opinioni, riconoscendo i pregiudizi e valutando l’affidabilità di una tesi, mediante domande mirate. Un mondo ideale, più che reale, ma visto che lo si cita, vediamo di implementarlo, come giustamente auspica il sindacato.

All’uopo, ho visionato, fra l’altro, questa Relazione: “Convegno Unione delle Comunità Ebraiche Italiane, Roma, 12 ottobre 2025. La storia stravolta e il futuro da costruire, Sergio Della Pergola Università Ebraica di Gerusalemme. Stampa e propaganda quotidiana in Italia”, dove si fa riferimento anche alla Rai, e ipotizzo che possa essere fra i materiali che, per inclusione o per esclusione motivate, vadano ad arricchire le note a piè di pagina della documentazione Usigrai.

Anche questa documentazione seguirà sicuramente il principio del contraddittorio, forse (pure) in Commissione Rai. Penso, ad esempio, ai professori Ugo Volli, Sergio Della Pergola, Ernesto Galli della Loggia, Stefano Zecchi e Luca Ricolfi, la cui audizione sarebbe preziosa.

Cosa dire se non che l’Usigrai dimostra ancora una volta quanto sia preziosa la Carta Costituzionale, e in particolare il suo art. 39, che riconosce nel sindacato uno strumento indispensabile per la democrazia italiana? Questa iniziativa merita di conoscere un’effettiva attuazione, con uno scrutinio minuzioso (nella prima accezione della Treccani). Abbiamo sofferto, come minoranza, alcune problematiche, e il pregevole richiamo implicito dell’Usigrai al principio di effettività dell’ordinamento, ci consentirà, come spero e nel rispetto del pluralismo, di contribuire ad una revisione critica, assieme al Sindacato, dell’informazione Rai sul Medio Oriente.