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LA NUOVA TERRA SANTA

LA NUOVA TERRA SANTA

Nella cultura dominante, basata sulla tradizione cristiana, l’ebraismo è considerato una cultura antica interessante che ha dato origine allo stesso cristianesimo, ma che in quel momento ha esaurito la sua funzione, e tutto quello che è venuto dopo è considerato un residuo senza importanza. Infatti, i libri ebraici dell’antichità vengono letti anche da cristiani, specialmente se protestanti, mentre tutte le splendide opere che gli ebrei hanno scritto dopo la nascita del cristianesimo vengono ignorate, considerate inutili, quando non proibite e bruciate.
Purtroppo non si è ancora usciti da questa tradizionale posizione miope e negazionista, e non si è riusciti ancora a instaurare un vero dialogo.
Su questa base culturale, o non-culturale, è stato facile dopo il 7 ottobre chiudere muri e aprire fossati, relegando gli ebrei in un mondo minoritario messo al bando dal dibattito corrente.
Parallelamente è stato inventato un vero e proprio culto di Gaza, “terra santa” e terra di nuovi martiri da mettere sugli altari.
Questa miopia politica e culturale non può portare a niente di buono, e bisogna auspicare che si esaurisca come un’ubriacatura da smaltire.
Oggi 2 luglio, ovvero 17 tammuz, ricordiamo quello che è successo mille giorni fa, quando una disgraziata distrazione ha permesso l’invasione di orde di barbari assassini, e anche quello che è avvenuto 1956 anni fa, la disgraziata rottura delle mura di Gerusalemme. Quella lontana disgrazia che ha portato a 1880 anni di esilio ci ricorda quanto è importante rimanere uniti e difendere a qualsiasi costo le mura di Israele. Anche costruire nuovi muri se necessario.
Rodolfo Lichtner, artista